Beverage

La vigna sul mare. Alla scoperta del paradiso delle Cinque Terre (e dintorni)! (Parte seconda)

cinque terre

Arte allo stato puro. Forse perché lo stesso nome, Sciacchetrà, pare fosse stato coniato dal pittore macchiaiolo Telemaco Signorini, amante dei borghi delle Cinque Terre e specialmente di Riomaggiore, dove spesso dimorava per rilassarsi.

Proprio la sua opera “Chiacchiere a Riomaggiore”, datata 1893, racconta una scena di vita del borgo, semplice, genuina ma allo stesso tempo piena d’emozioni. E’ proprio la tecnica della pittura “a macchia”, vera innovazione del XIX secolo italiano, unita ai soggetti popolari che rendono le opere di questi pittori uniche e profonde, eleganti ed espressive, come lo Sciacchetrà.

E’ doveroso ricordare, chiosando, che la produzione di entrambe le tipologie di vino (Cinque Terre e Sciacchetrà) è regolata da un ferreo disciplinare di produzione, approvato sin dalla primavera del 1973, che indica i comuni ove è possibile impiantare le vigne, le norme per la viticoltura, che puntano ad elevare costantemente la qualità dell’output, impedendo la coltivazione in zone poco esposte e inidonee, vietando ogni pratica di forzatura e prevedendo una limitata produzione di uva/ettaro, che non risulta mai superiore alle 9 Tonn/ha.

Se a queste norme associamo la previsione testuale di una resa massima del 70% per il Cinque Terre e del 35% per lo Sciacchetrà, otteniamo una produzione massima vino/ha mai superiore a 63 hl/ha per il Cinque Terre, e di 31,5 hl/ha per lo Sciacchetrà.

In considerazione di ciò, e tenuto conto del costo e della difficile accessibilità dei terreni, il prezzo al dettaglio di una bottiglia standard da 0.75 l di Cinque Terre mediamente si aggira mediamente tra i 15 e i 25 € mentre per una bottiglia da 0.375 l di Sciacchetrà il prezzo supera facilmente i 40 €.

Il Vermentino è un vitigno di antichissime origini che, pur provenendo dalla penisola iberica, ha trovato la sua terra ideale in Liguria. Possiamo considerarlo come  il “principe” dei vini della Liguria e merita una menzione a parte, in quanto qui acquisisce una nobiltà e una qualità difficilmente paragonabile, eccetto alcune produzioni della Gallura.

Il Vermentino è perfetto sia per essere degustato in purezza, magari accompagnando dei “corzetti al pesto con il basilico fresco di Prà”, con il “coniglio alla ligure” con i pinoli e le olive taggiasche o con del pesce fresco appena pescato in mare.

Continuando la passeggiata e giunto dopo alcune peripezie alla vetta del monte scorgo i Colli di Luni e intravedo, almeno con la mia immaginativa, i filari che si estendono con maggiore regolarità, trovando pendii più dolci e maggior spazio dove potersi sviluppare.

Tuttavia la visione è altrettanto poetica e, oltretutto, anche la qualità dei vini rimane superba, anche se lì le rese iniziano lievemente a ingrossarsi, spaziando dai vitigni rossi (Rosso di Luni, Sangiovese) a quelli di bacca bianca (Vermentino, Albarola, etc.).

In fondo mi ritengo molto fortunato, in quanto la Liguria, terra di mare, di ulivi, è sì la penultima regione produttrice di vino in Italia (davanti alla sola, piccola ed altrettanto impervia Valle d’Aosta), ma regala vini autoctoni e non di qualità straordinaria, sia nella “riviera di levante” che in quella di “ponente” (Pigato, Rossese di Dolceacqua, etc.).

Dopo un così lungo e piacevole percorso è giunta l’ora di fermarsi, di riposarsi un po’, con un calice di Sciacchetrà nella mano destra, gli “Ossi di seppia” sulla sinistra, con lo sguardo rivolto ai terrazzamenti costruiti dai eroici vignaioli e la mente che vaga, ascoltando il pacato rumorio delle onde del mare che, sorso dopo sorso, paiono ora più dolci.

La natura, con i suoi frutti, diviene arte.

 

 

Commenti

Commenti

You Might Also Like