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L’agricoltura biologica, una pratica eticamente corretta

L’agricoltura biologica, oggi in voga, è una soluzione alternativa alla coltura tradizionale. L’agricoltura biologica promuove le pratiche agricole, basate su ridotto intervento umano, chimico, meccanico ed energetico sfruttando la fertilità naturale del suolo.

La pratica biologica verte su un concetto di sostenibilità ambientale, limitando il consumo di energia, l’inquinamento atmosferico generato da fertilizzanti e prodotti chimici. La biagricoltura differisce dalla coltura tradizionale, che implica un impiego massiccio di risorse energetiche, chimiche e biologiche, determinato dai processi agricoli e industriali, da cui si ricava un prodotto finito.

Negli anni ’90 la Comunità Europea ha finanziato le tecniche Bioagricole stanziando ingenti fondi, a favore di aziende o enti che aderirono alla pratica Bio. Ciò permise di investire su sistemi di recupero energetico, su processi di efficentamento e tecniche agricole a basso impatto ambientale riducendo l’ esternalità.

L’obiettivo della Comunità Europea consisteva nel rendere le aziende autosufficienti e sostenibiliL’agricoltura Biologica non implica solo l’eliminazione di fertilizzanti, concimi chimici e fitofarmaci, piuttosto ottimizza l’esternalità e l’impiego di risorse energetiche e biologiche.

Dalla Bioagricoltura si ricava un prodotto naturale salvaguardando la salute del consumatore e l’ambiente. La stessa filosofia “sostenibile” vale per gli allevamenti biologici, in cui il bestiame viene nutrito con mangimi naturali e genuini, limitando le pratiche di “crescita forzata”, relative a l’impiego di sostanze chimiche tipiche degli allevamenti intensivi.

Secondo la pratica Biologica gli animali vengono allevati con vegetali naturali. Oggi i cibi Biologici hanno riscosso successo, sebbene i costi dei prodotti siano maggiori dei tradizionali. Questo successo è il risultato delle politiche Europee, che hanno incentivato lo sviluppo delle pratiche Biosostenibili, le quali devono aderire ad una legislazione rigida, al fine di privilegiare la qualità e sicurezza nel consumo. Nel ’91 la CE ha varato il Reg 2092/91 che regola i processi di produzione di cibi biologici, mentre nel ’99 è stato introdotto il Reg 1804/99, che regolamenta le produzioni animali.

Oggi l’agricoltura Biologica è una realtà, sebbene rappresenti un nicchia rispetto alla coltura tradizionale. Molti consumatori aderiscono al consumo di prodotti Bio, in quanto ritenuti più sani e sicuri. Tuttavia, questa filosofia trova riscontro anche nella ristorazione collettiva.

Alcune regioni come il Friuli Venezia Giulia, Toscana, Marche e Basilicata adoperano prodotti Bio per le mense scolastiche. Molti centri di ristorazione utilizzano materie prime biologiche offrendo prodotti di altissima qualità, talvolta, differenziando l’offerta. Il Biologico rappresenta un punto di forza per le realtà commerciali.

Si può affermare che il Biologico sia migliore e più sicuro dell’agricoltura Tradizionale? In realtà no, come dimostrano degli studi di settore, tra loro contrastanti, da cui si evince che la differenza tra le due pratiche colturali sia nulla, in termini di qualità e sicurezza.

Il Bio è, più che altro, una filosofia produttiva eticamente corretta, poiché salvaguarda l’ambiente e la salute del consumatore, una pratica commerciale che restituisce maggior prestigio ed un valore aggiunto.

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