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Le “radici” del Friuli: le broade

broade

In questo periodo, nelle cantine friulane, si può vedere la preparazione di quello che diventerà il piatto natalizio per antonomasia, sulle tavole della zona. Un friulano infatti, sa con certezza che il Natale non può essere tale, senza un piatto di “broade musèt“.

La brovada (bruade o broade in lingua friulana) è un piatto dalle origini antichissime; ne possiamo trovare traccia nel trattato “De re coquinaria” di Marco Gavio Apicio, ed è il prodotto che otteniamo dalla macerazione delle rape bianche a colletto viola, nelle vinacce.

Nel 2011 alla brovada è stato riconosciuto il marchio D.O.P. che tutela la sua produzione nei soli territori di Udine, Gorizia e Pordenone.

La preparazione della brovada inizia in autunno quando dalla torchiatura del vino vengono “scartate” le vinacce.
Queste, raccolte in tini e “ravvivate” con acqua, aceto e vino, vengono fatte riposare al sole per dieci giorni. Trascorso il tempo necessario le rape, ripulite dalle foglie verdi, vengono immerse totalmente nelle vinacce e il tutto viene ricoperto d’acqua e lasciato macerare per almeno un paio di mesi.

È intorno a Natale, solitamente, che le rape vengono estratte, pelate e grattugiate con una grattugia dai fori larghi. Con il prodotto così ottenuto, è possibile preparare un contorno da abbinare preferibilmente a piatti di carne.

INGREDIENTI (per 4 persone)

  • 600g di rape
  • 3 spicchi di aglio
  • Olio e.v.o.
  • Acqua
  • Sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE

In una pentola far imbiondire con l’olio i tre spicchi d’aglio, avendo cura che non si brucino. Togliere gli spicchi d’aglio, aggiungere la brovada, insaporire con sale e pepe e coprire con acqua. Il tutto dovrà cucinare a pentola coperta, finché la brovada non si sarà ammorbidita. Ci vorranno almeno 50 minuti.

Se volessimo ricreare l’intero piatto tipico friulano, dovremmo procurarci il “musèt“, insaccato simile al cotechino, immergerlo in acqua fredda e farlo bollire per un’ora.
Una volta cotto possiamo unirlo alla brovada per far sì che i sapori e i profumi dell’uno e dell’altro si amalgamino tra loro.

A completamento, l’aroma pugente e il retrogusto acidulo della brovada, sono ottimi se accompagnati da un ottimo Cabernet Franc della zona.

La brovada è un altro esempio di come la necessità di non sprecare alcunché dei prodotti coltivati con fatica e dedizione, possa dar vita ad un piatto che diventa emblema di una regione.

Non resta che provarla!

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