Beverage

L’infinito in un sorso… Sauvignon “Calcare” del “Conte Leopardi”

Leopardi

“…e il naufragar mi è dolce in questo mare”, così termina una delle liriche italiane più conosciute ed apprezzate nel mondo: l’”Infinito”.

Giacomo Leopardi racconta di un ermo colle, sito nella sua Recanati, da dove ammira un paesaggio agreste e rurale composto da dolci pendii che appaiono, ai suoi occhi, giustappunto onde del mare adriatico.

Ancora oggi, a distanza di quasi due secoli da quel lontano 1818, il territorio tra Macerata e Ancona si presenta avvolto da un fascinoso silenzio che racchiude in sé una natura genuina e non ancora violentata dall’opera nefasta dell’uomo.

In queste zone incantate ha sede l’azienda agricola “Conte Leopardi Dittajuti” che, grazie a un perfetto bilanciamento tra il rispetto della tradizione, ivi necessario fosse non altro che per le origini nobili del fondatore, e il rinnovamento dei macchinari e dei metodi di produzione, ha saputo proporre vini di alta qualità a prezzi davvero concorrenziali, un eccellente olio extra vergine d’oliva e dei succulenti miele di acacia o millefiori, prodotti artigianalmente in quantità ridotte.

Oltre ai vini più caratteristici delle Marche, quali il “Rosso Conero D.O.C.”, ottenuto da cloni autoctoni del vitigno Montepulciano, al “Verdicchio dei Castelli di Jesi” vinificato sia fermo che nella versione Brut (metodo Charmat), e alla “Lacrima di Morro d’Alba D.O.C.”, l’azienda ha saputo riproporre un vitigno internazionale di bacca bianca, il “Sauvignon”, in una versione peculiare e qualitativamente straordinaria.

Il loro “Sauvignon Calcare” deve la sua singolarità alla specifica conformazione geologica del suolo, rectius di quel fazzoletto di terra dedicato alla produzione di questo vitigno, che si presenta marnoso, decisamente calcareo e di medio impasto.

Inoltre non si può dimenticare la mineralità e la sapidità del vino, le cui vigne beneficiano delle brezze marine che accarezzano i grappoli d’uva.

Il “Calcare Marche I.G.T.è dunque un vino bianco di buona struttura e di grande equilibrio, che regala note di ananas, di pesca e di frutto della passione, dal sapore persistente e minerale, adatto per essere sorseggiato a tutto pasto, sia con il pesce fresco della zona che con piatti maggiormente complessi ed elaborati.

L’associazione tra arte&vino, in questa circostanza, mi si è palesata semplicemente lasciandomi trasportare dallo scorrere lento del tempo di questi splendidi luoghi.

Fin da subito ho pensato a un grande artista italiano del XX secolo, nato a Volos in Grecia nel 1888: Giorgio de Chirico, l’inventore della metafisica.

Nelle sue opere dedicate alle “Piazze d’Italia” l’artista racconta di spazi ampi e silenti, popolati solamente da precise forme architettoniche di derivazione classica.

E proprio queste atmosfere senza tempo, lente, dedite alla meditazione, mi hanno suggerito le stesse emozioni che credo possano aver ispirato la penna ed il cuore del celebre poeta di Recanati, oltre che alle sensazioni che ho provato degustando questo vino, profondo e mai banale.

Una solitudine resa dolce dalla contemplazione della natura, che con i colori e con i profumi tipici della campagna che corre adagio tra Macerata e Ancona, rendono liete le ore del poeta.

Fortunatamente, ancora oggi a distanza di due secoli, possiamo godere di queste meraviglie, facendoci riflettere ancora, alla vista di un passero solitario, ascoltando il silenzio, all’ombra di un ulivo.

E se allora sorseggiassimo anche un bicchiere di “Calcare Marche I.G.T.” dell’azienda del Conte Leopardi, un concetto forse troppo perfetto per essere compreso dall’uomo come l’infinito, potrebbe, improvvisamente, divenire più chiaro, almeno per un attimo, emozionandoci ancora.

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