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L’insostenibile leggerezza del…sughero

Il sughero è il tessuto vegetale che riveste taluni alberi. Dalla quercia da sughero o sughera viene prelevata, ogni 9-10 anni, la tipologia più pregiata, che successivamente viene trasformata dall’industria in tappi di sughero.

L’Europa – principalmente la penisola iberica – è la patria del sughero. Infatti il maggior produttore è il Portogallo, che fornisce da solo quasi la metà del totale mondiale, seguito dalla Spagna con circa il 30 %.

L’Italia produce circa il 4-5% del totale mondiale annuo, quasi totalmente in Sardegna e in parte in Toscana. Questo permette al nostro paese di produrre un numero elevato di tappi (circa 1 miliardo e mezzo), anche se le bottiglie utilizzate al mondo sono un numero enormemente più alto.

Sono molti i pregi dell’utilizzo del tappo di sughero, anche se ciò presenta alcune negatività: lo sfruttamento eccessivo dell’ambiente e delle risorse naturali e quello sgradevole sapore di tappo che ogni tanto rovina il gusto del vino.

Ma il mondo dell’industria ha trovato nuove soluzioni.

 

Altri tipi di tappo

Uno dei principali sostituti del tappo di sughero è quello in materiale sintetico (principalmente polimeri termoplastici espansi a caldo). Diffuso oramai da qualche decennio, presenta vantaggi quali la compattezza, che evita antipatiche frammentazioni, e una maggiore possibilità di igienizzazione.

Proprio per queste caratteristiche sta oramai diffondendosi sempre più, anche in nazioni con altissime qualità di vini quali Francia, Italia, etc..

Il tappo in vetro è un perfetto sostituto del sughero e diverrà forse il suo più importante competitor nel tempo. Ha tutte le qualità dalla sua parte e ha anche un gradevole aspetto. Difficoltà di estrazione dalla bottiglia e prezzo sono, invece, le noti dolenti.

Il tappo a vite viene sempre più utilizzato nei mercati esteri e sta iniziando a diffondersi anche in quello italiano. Pur se migliorato nella funzionalità negli anni, rimane un brutto anatroccolo nel campo della pura estetica.

Altre tipologie di chiusure sono la gretta e il tappo con il meccanismo ideato da Charles De Quillfeldt, che vengono maggiormente utilizzati per la birra e in minor misura nelle bottiglie di vino, soprattutto in quelle di maggiore qualità, dove il sughero rimane il protagonista assoluto.

 

Il Sughero nello “Spazialismo” di Roberto Crippa

Roberto Crippa – Gaetano all’anagrafe – è un pittore e scultore lombardo nato a Monza nel 1921 e morto prematuramente a soli 51 anni durante un volo aereo d’addestramento.

Fu uno dei massimi esponenti del movimento spazialista, esploso nel 1950 durante una collettiva a Trieste, il cui mentore fu certamente il più celebre Lucio Fontana, l’autore dei famosi “tagli”.

Milanese di studi accademici (Accademia di Brera), assurge a fama internazionale principalmente grazie alla serie delle “spirali”, delle figure ellissoidali in cui l’artista ricercava il suo personalissimo concetto di spazio e di tempo e dove, probabilmente, tracciava le linee ideali delle sue rotte aeree.

Agli albori degli anni sessanta Crippa iniziò a creare opere utilizzando materiali diversi tra cui il ferro, l’acciaio, la corteccia d’albero e giustappunto il sughero. Lo spazialismo supera la prospettiva come tecnica per creare una bidimensionalità.

Fontana taglia o lacera la tela, Crippa sovrappone materiali differenti ma miscelati con attenzione, con tensione al risultato finale teso al mantenimento di una integrità e una coerenza cromatica.

Il sughero diviene opera d’arte alla stessa guisa di un tappo prestigioso di una bottiglia raffinata, non utile solo come congegno di chiusura, ma prezioso grazie alle sue interazioni con il vino, che in silenzio, nel tempo, protegge.

Forse il tappo di sughero non rappresenterà più il futuro nel mondo internazionale del vino, ma il dolce e poetico ricordo dei gesti, ripetuti costantemente dai padri o dai nonni dinanzi ai bambini affascinati, rimarrà per sempre.

Tutti abbiamo il ricordo di loro mentre riempivano e tappavano con il sughero le bottiglie del vino appena acquistato dal vignaiolo di fiducia, e questi teneri ricordi accompagneranno sempre il nostro primo sorso di vino.

Forse lo stesso ricordo si presenterà anche dinanzi a una gretta o a un tappo a vite..o probabilmente no..in fondo non è soltanto una questione di stile!

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