Nutriscienza

L’uomo è un essere “apedipendente”! Il destino delle api segna il nostro futuro!

api

“Se  le api sparissero dalla faccia della terra, all’uomo resterebbero solo 4 anni di vita” (Cit. A. Einstein)

 

Spesso alla vista di un’ape la tendenza è quella di cacciare bruscamente l’insetto o addirittura schiacciarlo con qualsiasi cosa o strumento a disposizione. Bene, questo è un errore molto grave, perchè al contrario di quanto si creda l’ape è un animaletto amico dell’uomo, e il futuro del genere umano dipende anche dalla salute delle api; al contrario l’attività umana sta contribuendo alla prossima estinzione della specie, se non vengono attuati dei provvedimenti strutturali di tutela di questo prezioso insetto.

Albert Einstein aveva già intuito l’importanza di salvaguardare le api, infatti fu proprio lui ad affermare che: “se tali impollinatori dovessero mai estinguersi, anche il destino dell’uomo risulterebbe segnato“. Effettivamente, oggi si assiste ad un forte calo della popolazione delle api a livello mondiale, le cui cause principali sono legate all’esercizio umano, quindi all’uso di sostanze chimiche e fitofarmaci in agricoltura e, ancora, dall’impatto notevole dell’inquinamento sulla vita di questi animaletti.

L’impatto che le api hanno sulla vita degli esseri umani è importantissimo, molti studiosi e ricercatori che hanno lanciato l’allarme, denunciano alcune attività umane a scapito degli impollinatori, che si ripercuotono comunque sull’uomo, in particolare sul fattore alimentare – nutrizionale, basti pensare che quasi il 40% dei prodotti agroalimentari principali, consumati su scala globale, verrebbero a mancare, in quanto frutto dell’iniziale processo di impollinazione da parte delle api, che sta a monte della filiera produttiva. Addirittura, circa il 65 – 70% delle colture più consumate, sempre in ambito mondiale, sono il risultato del preziosissimo atto di impollinazione che la natura intrinseca delle api ci offre a titolo gratuito. Dunque, l’uomo è “apedipendente“.

Cosa possiamo fare per tutelare le api?

Anzitutto, bisognerebbe osservare questi pregiati impollinatori, dono di madre natura, con un altro occhio, quindi non vanno temute, bensì amate e rispettate, poichè rappresentano una fonte indiretta di nutrimento. Detto ciò, come già accennato, non vanno uccise, anzi esiste un rimedio elementare che aiuta le api in questo periodo di caldo e afa, in cui sono sicuramente più vulnerabili.

Allora, ecco un consiglio utile per aiutare, ognuno nel proprio piccolo, questi insetti impollinatori, che in estate appaiono quasi moribondi a causa del processo di disidratazione, generato dal calore stagionale. Per dare un pò di carica alle api morenti, secondo il grande naturalista “David Attenborough“, basta sciogliere due cucchiaini rasi di zucchero in un cucchiaio normale di acqua a temperatura ambiente e successivamente, riporre la dolce soluzione in prossimità dell’insetto, in modo che questo possa attingere a questa fonte di liquidi e rinvigorirsi. In questo modo si offre un piccolo contributo alla specie in pericolo di estinzione.

Ecco il post di Facebook del Naturalista Attenborough con il suggerimento prezioso, che è quasi diventato virale; forse perchè l’uomo è più sensibile alla tutela delle api? Chissà, ma è certamente un primo passo!

 

 

In the last 5 years the bee population has dropped by 1/3. If bees were to disappear from the face of the earth, humans…

Publiée par Sir David Attenborough sur mercredi 6 juin 2018

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