Rubrica Agroalimentare

Il made in Italy è più sicuro: l’identikit della pasta in etichetta!

Grano

L’Italian Sounding è una brutta gatta da pelare, una vera piaga per la produzione agroalimentare italiana, in quanto i prodotti contraffatti levano spazio o fette di mercato a quelli autentici del tricolore e sono meno sicuri.

L’esigenza sempre maggiore di combattere questo fenomeno “illecito”, come l’Italian Sounding, che genera gravi ripercussioni in ambito agroalimentare, in tal caso nel comparto della Pasta made in Italy, uno dei rami strategici del Food & Beverage del nostro paese.

Purtroppo, però, l’introduzione di grano o delle sue varianti o, ancora, dei suoi derivati provenienti dall’estero, spesso da paesi Extra UE, talvolta spacciati per made in Italy ha provocato un drastico crollo dei prezzi pagati agli agricoltori del grano italiano autentico, addirittura al di sotto del costo di produzione, a causa delle speculazioni e della scarsa trasparenza circa l’origine della materia prima, il che fa comodo a quei colossi che importano grano dall’estero.

Ebbene, sappiate che grazie a un provvedimento ministeriale del Mipaaf e del Mise, fortemente sostenuto da Coldiretti, ovvero un decreto che introduce in etichetta l’indicazione di origine del grano utilizzato per produrre la pasta, è possibile combattere od allentare la pressione dell’Italian Sounding, in uno dei settori più importanti dell’agroalimentare italano, quello della pasta.

Tale decreto, il cui schema di base è già stato inviato a Bruxelles, fornisce una garanzia di assoluta rilevanza per i consumatori, che risultano informati sulle provenienze dei grani impiegati, sui processi produttivi, dunque sulla filiera, e, pertanto, grazie ad una maggior consapevolezza dei consumatori, che puntano al vero made in Italy, i produttori avranno in futuro più campo ed una fetta di mercato più ampia.

Il decreto in questione mira a tutelare le perle, o meglio il fiore all’occhiello della produzione alimentare del “Bel Paese”, del resto l’Italia è il principale produttore di Grano Duro destinato alla pasta, con un volume di produzione di quasi 5 milioni di tonnellate distribuiti su una superficie di 1,3 milioni di ettari, concentrati in prevalenza in Sicilia (ricordiamo i Grani Antichi siciliani) e in Puglia, equivalenti al 42% della produzione italiana. Tuttavia, nonostante i dati rilevanti sui volumi prodotti, in Italia vengono introdotti grani provenienti dall’estero, pari ad oltre 2 milioni di tonnellate, un dato allarmante, considerato che in etichetta non viene dichiarata la provenienza dei grani impiegati per la produzione della pasta, spesso non italiani.

Gli italiani, circa l’81%, vuol sapere che tipo di pasta consuma e vuole conoscerne la provenienza, questo è ciò che si evince dalla consultazione pubblica online sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari del Ministero delle Politiche Agricole, sulla base del regolamento Comunitario n°1169 del 2011, che consente agli Stati UE di introdurre delle norme nazionali in tema di etichettatura obbligatoria di origine geografica degli alimenti, nel caso in cui i cittadini dello stato in questione, tramite una consultazione pubblica, esprimano un parere favorevole per la messa in atto di provvedimenti mirati a salvaguardare la sicurezza alimentare e il consumo consapevole di cibo, mediante la definizione dell’origine delle materie prime, e in alcuni casi della filiera.

Tale provvedimento verte sulla necessità di fornire ai consumatori le informazioni complete relative al prodotto, così da poter selezionare e acquistare la pasta in modo consapevole, senza trarre in inganno l’acquirente ignaro della provenienza estera delle materie prime, come nel caso del Latte e dei prodotti Caseari.

Il medesimo decreto prevede la pubblicazione in etichetta dell’origine del Grano Duro impiegato, specificando il paese nel quale viene coltivato. Ma se i grani provengono da più paesi, allora si devono indicare le seguenti diciture:

  • Paesi UE
  • Paesi non UE
  • Paesi UE e non UE

Invece, se la metà (50%) del Grano Duro impiegato per la produzione di pasta è di origine italiana, allora si adotterà un’altra dicitura, comunque simile alla precedente: Italia e altri paesi UE e/o non UE.

Tali diciture verranno applicate in etichetta in modo chiaro e sempre visibile, sulla base di un Layout strategico, in modo che la provenienza dei grani salti subito all’occhio.

Grazie al Mipaaf, al Mise, alla Coldiretti e gli enti di settore, il consumatore è tutelato da eventuali inganni, al fine di una maggior garanzia nel consumo, mentre i produttori avranno, in seguito all’attuazione del provvedimento, la possibilità di acquisire e mantenere nuove fette di mercato.

W il made in Italy, ma quello autentico!

 

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