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Il trionfo scientifico dell’Italia nell’agroalimentare

Genoma del frumento

Il nostro paese è famoso in tutto il mondo per le eccellenze agroalimentari che s’identificano nel Made in Italy, un’accezione che dimostra la potenza della filosofia produttiva italiana.

Made in Italy è anche la ricerca agroalimentare, un’altra eccellenza che in questi giorni ha reso noti i risultati di una ricerca nel settore cerealicolo, frutto di una collaborazione congiunta tra i più importanti centri di ricerca italiani e delle menti brillanti, che hanno sequenziato il genoma del frumento duro, cioè quello più utilizzato nella produzione della pasta.

Il genoma del frumento duro ha una struttura estremamente complessa, costituita da ben 12 miliardi di Basi, con l’80% delle sequenze ripetute, insomma più articolato di quello umano.
L’assemblaggio del genoma è stato possibile grazie all’impiego di strumentazioni, dispositivi e software ipertecnologici in grado di elaborare un’enorme mole di dati in tempi brevi, dell’ordine di qualche settimana.

Nel giro di pochi mesi verrà completato l’assemblaggio del genoma del frumento duro per identificare i geni e i marcatori associati, creando una panoramica più chiara sulla struttura del genoma stesso.

Si tratta di un traguardo importante per il settore cerealicolo, uno dei comparti principali del made in Italy agroalimentare, che alimenta gli impianti produttivi di centinaia di produttori italiani, a carattere industriale e artigianale, per lo più se consideriamo che l’Italia vanta i più noti ed importanti brand di pasta e biscotti, eccellenze oggi richieste in tutto il mondo.

Il frumento è una pianta molto antica, tanto è vero che i nostri antenati, oltre 10.000 anni fa, ne intuirono le potenzialità e la versatilità della materia prima che riuscivano a ricavarne, la farina o la semola, sebbene quest’ultima venne lavorata solo in seguito. Il frumento ha, inoltre, un potere nutrizionale eccellente, ricco di carboidrati, proteine, sali minerali e vitamine, è da sempre utilizzato per preparare gli alimenti semplici e basilari, come il pane, infatti i popoli più poveri si nutrivano e si nutrono di solo pane, poiché basta soddisfare il fabbisogno nutritivo dell’individuo.

La mappatura del genoma del frumento e i suoi esiti fanno luce su un aspetto importante: riuscire a creare un tipo di frumento più resistente agli stress climatici dell’area mediterranea, in grado di crescere anche in condizioni avverse, con vento, siccità o piogge brevi e violente.

I protagonisti di questo processo di mappatura del genoma del frumento sono il CREA (Consiglio per la Ricerca e l’Analisi dell’Economia Agraria), il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), mentre hanno preso parte alla ricerca l’Università di Bologna, l’Università di Saskatchewan (Canada), l’Università di Tel Aviv (Israele), l’Università del Montana (Usa) e l’IPK (Germania).

L’Italia è sempre in vetta nella ricerca agroalimentare e dimostra ancora una volta come le sinergie e la cooperazione tra enti di ricerca di più paesi porti a risultati concreti, che a prono le porte ad importanti scoperte o successi, come la mappatura completa del genoma del frumento.

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