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Navelina vs Clementina, due varietà a confronto. Facciamo chiarezza!

clementina navelina

L’Arancia (Citrus Sinensis) è uno tra gli agrumi più famosi e apprezzati del mondo, ma la sua origine è ancora incerta, in quanto esistono diverse correnti di pensiero ma nessuna tra queste è stata realmente confermata. Esistono, tuttavia, due ipotesi, forse le più accreditate, secondo cui l’arancia sia originaria della Cina ma che sia giunta in Europa, passando dalla “Via della Seta“, intorno al XIV secolo, sebbene esistono delle testimonianze su dei testi Romani, secondo cui questo magnifico agrume risulta menzionato e presente già all’inizio del primo millennio nella terra di Sicilia, dove iniziò a prosperare, unicamente entro i confini siciliani.

Ad oggi non si conosce l’origine effettiva, ma gli storici sostengono che la paternità sull’arancia spetti alle regioni del Sud – Est Asiatico. Magari nel tempo nasceranno e verranno sviluppate nuove teorie avvincenti, grazie al ritrovamento di testi storici.

Esistono diverse cultivar di arance ed oggi si accendono i riflettori su due varietà, che rappresentano il fiore all’occhiello della produzione made in Italy: le Naveline e le Clementine.

La Navelina

E’ una varietà a polpa bionda appartenente al vasto gruppo delle arance Navel, cosidette ombelicate per la presenza di un piccolo ombelico (Navel in inglese) all’estremità del picciolo, ossia il tratto distintivo di questa pregiata cultivar.

La Navelina è, soprattutto in Sicilia, nota come “Brasiliano“, in quanto è originaria del Brasile, dove si sino formate per mutazione spontanea su un arancio amaro, per poi essere scoperta nel 1820. In seguito in California sono state, per la prima volta, innestate per la loro propagazione. Da li, successivamente, hanno trovato ampia diffusione in tutto il mondo, apprezzate per il loro sapore dolce e la gran quantità di polpa e succo.

In Europa trovano il loro habitat ideale nelle zone a clima mediterraneo e in Italia vengono maggiormente coltivate nelle regione meridionali, soprattutto in Calabria e in Sicilia. Il periodo di raccolta va da novembre a febbraio e anche oltre.

I frutti delle arance Naveline sono di media pezzatura, completamente prive di semi, ricchi di sali minerali quali potassio, calcio, fosforo e ferro e elevate quantità di vitamina C. Sono ideali soprattutto per il consumo fresco, ma risultano ideali anche per la preparazione artigianale di marmellate.

La loro coltivazione, se biologica, permette di ottenere piante produttive e con frutti sani da consumarne anche la buccia.

 

naveline

La Clementina

E’ un agrume, appartenente al gruppo degli ibridi fra mandarini arance dolci. Alcune fonti attribuiscono la scoperta di questo frutto ad un frate Clèment Rodier in Algeria agli inizi del XX secolo.

Dopo le prime ibridazioni, inizia la sua coltivazione maggiormente nel Bacino del Mediterraneo, dove trova il suo habitat ideale. In italia, la varietà Clementina cresce rigogliosa soprattuto nelle preziose terre di Calabria, oggi riconosciute anche da un disciplinare che ne regola la produzione e detta i termini nei processi di filiera, grazie all’IGP, al fine di evitare gli illeciti fenomeni di “Agropirateria” ed Italian Sounding.

Oggi nella Piana di Sibari vengono coltivate su larga scala, sia per il consumo fresco che destinate alla trasformazione per la produzione di marmellate e succhi d’arancia. Le Clementine, inoltre, sono famose anche per le loro proprietà organolettiche uniche, proprio grazie all’alto contenuto di nutrienti come: sali minerali e una gran quantità di vitamina C.

Questo magnifico agrume risulta estremamente gradevole grazie all’assenza di semi e alla sua polpa dal sapore dolce e dal profumo intenso e aromatico, mentre la loro produzione biologica rende questo frutto sano, versatile e consumabile nella sua totalità.

clementine

 

Insomma, dopo un periodo di “crisi agricola” nel comparto agrumicolo, sembra che inizi ad intravedersi uno spiraglio di luce nella produzione di queste preziosissime varietà, anche grazie all’applicazione delle disposizioni contenute nella Legge 161 del 30 Ottobre 2014, che obbliga i produttori ad impiegare una quantità minima di succo d’arancia, un pregiato nettare degli Dei, maggiore, non inferiore al 20%, determinando un input concreto e sostanziale, che dovrebbe risollevare le sorti delle piccole realtà agricole della Calabria e della Sicilia, favorendo, per lo più, un ritorno alla terra di molti giovani con idee innovative.

 

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