Rubrica Agroalimentare

Non chiamateli insetti, ma… Novel Food. Ecco cosa mangerete in futuro

insetti

Croccanti come le patatine fritte, con un lieve aroma di pollo

 

Ebbene si, nel 2050 la popolazione raggiungerà quota 10 miliardi di individui e dovremo riadattare il nostro stile alimentare, con le relative catene di fornitura. Di conseguenza sarà utile sfruttare le risorse alimentari presenti nell’ambiente circostante, se commestibili, per nutrirsi, come nel caso degli insetti.

Si, perchè il “futuro alimentare” inizia il 1° Gennaio 2018, data in cui il nuovo regolamento UE sul “Novel Food” sarà effettivamente valido. Ed è proprio questo regolamento che riconosce gli insetti come prodotti agroalimentari tipici di paesi terzi, aprendo le porte alla relativa produzione e alla commercializzazione in Italia e in Europa.

Il regolamento UE sul Novel Food comprenderà una prima gamma di insetti ritenuti commestibili per l’uomo, a cui in seguito ne verranno integrati altri, aggiornando l’archivio.

Questa notizia, divulgata da Coldiretti, ha generato un dibattito, sul’eticità e sulla tradizionalità degli insetti, che secondo la cultura nazionale non rientrano nella storia e nella filosofia gastronomica italiana. Inoltre, è apparso subito evidente lo scetticismo e un profondo pregiudizio verso gli insetti, che non fanno parte del regime alimentare mediterraneo.

Se al pregiudizio sommiamo il fatto che il regolamento UE fa riferimento agli insetti interi, risulta complicato, per una cultura fondata sulla tradizione culinaria classica, abbattere le barriere verso il consumo di questi animaletti, che rappresentano una preziosa fonte di pronteine, con alti indici nutrizionali.

L’introduzione degli insetti nella lista dei Novel Food, vede contrari una bella fetta della popolazione italiana, il 54%, fedele alla pasta, alla pizza e al buon bicchiere di vino rosso, mentre il 24% si dichiara indifferente o neutro, solo il 16% risulta favorevole a questa “svolta alimentare“. Infine, solo il 6% non rilascia dichiarazioni.

Effettivamente, per una cultura gastronomica come quella italiana, che affonda le radici in 2 millenni di storia e divenuta un vero e proprio status symbol culinario, a livello mondiale, è davvero difficile modificare o rettificare le abitudini alimentari, con l’introduzione di cibi quasi esotici, che possono creare una forte resistenza al consumo, anche perchè consumati interi.

Scopri i prodotti tipici, tradizionali e di nicchia, della gastronomia italiana, prodotti dalle abili mani artigiane dei produttori locali, vai su Stayfood.it/shop e gusta l’eccellenza

 

Allora ecco la soluzione 

Per abbattere il pregiudizio verso gli insetti come risorsa alimentare, gli esperti di scienze gastronomiche hanno pensato bene di utilizzare questi simpatici animaletti striscianti o svolazzanti ma iperproteici, come base per un composto, in questo modo l’occhio, che spesso determina la scelta di un alimento o meno, viene ingannato e crolla quella percezione sgradevole di disgusto verso gli insetti stessi. Infatti, parecchi volontari che si sono sottoposti ad un esperimento di degustazione di cibi a base d’insetti, hanno mostrato una maggior predisposizione al consumo di questi Novel Food, mentre hanno manifestato un pregiudizio importante nel consumo di insetti sani.

A favorire la diffusione di questa cultura gastronomica basata sul Novel Food è proprio la Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) in funzione del fatto che circa 1/3 della popolazione mondiale impiega gli insetti come principale fonte di nutrimento, anzi fanno parte, a pieno titolo delle culture gastronomiche dei relativi paesi di origine, specialmente quelli asiatici, dove gli insetti rappresentano la base alimentare delle popolazioni relative, un pò come la pasta per gli italiani.

Ad oggi secondo la Fao ben 2000 specie di insetti risultano commestibili ed altre sono in fase di valutazione o integrazione nella lista, appunto, dei commestibili. Dunque, se si considera che tra pochi anni, a causa della crescita demografica nei vari paesi, le risorse convenzionali non saranno sufficienti a sfamare 10 miliardi di individui, l’unica soluzione sta nella ricerca di cibi alternativi, come:

  • grilli
  • cavallette
  • formiche
  • millepiedi 
  • farfalle della palma
  • tarantole
  • vermi giganti della farina (arrostiti: croccanti come le patatine fritte e con un lieve aroma di pollo)
  • cimici d’acqua
  • baco della seta

Pertanto, a garanzia del consumatore, trattandosi di cibi esotici sarà opportuno mettere in campo tutta una serie di procedure di sicurezza e delle norme rigide sulla tracciabilità di filierà e sulla rintracciabilità delle materie prime utilizzate, in questo modo sarà più semplice per il consumatore fare un acquisto consapevole, magari con una chiara etichettatura dei prodotti o delle materie prime. Dunque, toccherà agli enti ed organi di controllo determinare delle linea guida, sulla base delle direttive ministeriali, sul consumo dei Novel Food, riponendo l’attenzione sui processi di monitoraggio e controllo, su questi cibi esotici.

 

Commenti

Commenti

You Might Also Like