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Pantelleria, cuore pulsante del Mediterraneo e terra del Cappero

Cappero

Immaginate di iniziare un viaggio verso una delle isole più belle del Mediterraneo, direzione Pantelleria, baricentro storico e commerciale della meravigliosa Sicilia.

Ebbene, per raggiungere l’isola vi sono due opzioni: a mezzo aereo o via mare.

Sicuramente, il modo migliore per “gustare” il primo approccio alla Perla Nera del Mediterraneo è proprio via mare. Si, perchè in prossimità della costa si avverte immediatamente una soffice brezza dal profumo mite e ovattato di finocchietto, misto al classico odore di fieno.

A pochi chilometri da Pantelleria diviene ben visibile il “massiccio” della Montagna Grande (836 mt), che domina portentosa l’intero paesaggio rustico e selvaggio, con una gamma di colori scuri che caratterizzano le zone collinari, risaltate dalle chiazze verdi dei campi coltivati a vite, delimitate da tracce trapezoidali dei muri in pietra e dai terrazzamenti viticoli. Subito più in basso le coste pantesche, che associano un ampio spettro di colori scuri della roccia lavica alle sfumature cromatiche del mare di Pantelleria, davvero straordinario.

Viti

Cossyra, nome originario dell’isola riserva un inestimabile patrimonio storico, grazie alla sua posizione baricentrica nel Mar Mediterraneo, che ha fatto da leva per le colonizzazioni susseguitesi nel corso degli ultimi 23 secoli. Ma la storia dell’isola è solo un tassello del puzzle, completato da un paesaggio rude e grezzo, a tratti incontaminato, talvoltavergine”, corredato da un mare dai fondali ricchi e fiorenti, ma non è finita, oltre alle bellezze naturalistiche, Pantelleria ha creato negli anni un connubio perfetto tra “folklore radicato” ad una netta cultura gastronomica, come a voler confermare la sua storia e la sua identità nel mondo, in fondo ha tutte le carte in regola per dare filo da torcere alle mete turistiche più gettonate, i turisti lo sanno, infatti spesso finiscono per ritornare, in quanto rimangono semplicemente “estasiati”, quasi folgorati dalla sua profonda bellezza.

Uno dei principali tesori di Cossyra, è il Cappero, un prodotto ortofrutticolo identificativo dell’isola, famoso in tutto il mondo per il suo sapore, dal carattere deciso e netto, lievemente acidulo e persistente con spiccate note salmastre.

Cappero

Il Cappero, riconosciuto nel ’96 come IGP, è oggi soggetto ad un rigido disciplinare, che ne consolida il prestigio e ne aumenta il valore aggiunto. Questo pregiato “Bottone Floreale” viene spesso coltivato nei campi panteschi, sebbene, tendenzialmente, cresce spontaneo sui bordi delle arterie stradali isolane e persino sulle muraglie di pietra lavica pantesca.

Cappero

La pianta del Cappero è un arbusto piuttosto bassino (massimo 50 cm), ma che si sviluppa in estensione, arrivando a coprire una superficie massima di 4 metri.

Cappero

Il motivo per cui non cresce troppo in altezza è presto detto: gli steli o rami sono medio-sottili e Pantelleria è caratterizzata da un vento perenne che, altrimenti, danneggerebbe l’arbusto, per cui la pianta del cappero si è adattata bene al clima locale e ai forti venti, lo stesso vale per gli ulivi, infatti lungo l’intera superficie della Cossyra, si trovano gli “ulivi nani”, adattatisi alle condizioni climatiche del luogo.

Cappero

Durante il periodo tardo primaverile ed estivo sbocciano i fiori, che al culmine della fioritura creano un effetto molto gradevole, per via dei colori candidi e delicati, con sfumature cromatiche che vanno dal bianco intenso fino al rosa lieve, con le punte del fiore di viola.

Cappero

Il Cappero, però, va raccolto prima della fioritura, dalle abili mani artigiane delle contadine pantesche, che con una semplice azione della mano staccano il bottone floreale. Una volta raccolto, il Cappero non è pronto per essere gustato, anzi il sapore è sgradevole, forte, agre e amarognolo, dunque va lasciato maturare nella salamoia di Sale Marino, come previsto dal disciplinare, per 10 giorni, successivamente viene sgocciolato e rimesso nuovamente in salamoia per un periodo di altri 10 giorni. Alla fine del processo di maturazione è pronto per essere assaggiato o conservato sotto sale.

Oggi Pantelleria e cosparsa di campi di Cappero, su questo prodotto dell’ortofrutta locale verte una piccola fetta dell’economia della Perla Nera del Mediterraneo, ma ricordate che dietro un barattolino o una busta di capperi si cela un lavoro minuzioso e paziente dei contadini, spesso, il prezzo più alto è giustificato dall’impiego di abili mani artigiane addette alla raccolta, proverete, quindi, una varietà speciale di Cappero.

Talvolta, molti piatti della tradizione siciliana ruotano attorno a questo straordinario ingrediente, tra questi non potevamo non nominare la Caponata Siciliana, il cardine della tradizione gastronomica made in Sicily, preparata con verdure del luogo e Capperi Panteschi. Ancora, come non parlare dell’insalata di polipo, preparata con polpo, patate, spezie varie e capperi. Persino sulla pizza si abbinano bene, oppure con il pesce al cartoccio. Insomma, un ingrediente versatile, aromatico, dal sapore intenso.

Quando assaggerete una ricetta a base di Cappero pantesco, ricordate di assaporare lentamente, per lasciare spazio al gusto e all’olfatto e risvegliare tutta una serie di sensazioni, un po’ come assaggiare un pezzettino di Pantelleria, madre di tutte le isole mediterranee.

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