Magazine

Paolo Borsellino: il prossimo sono io, mi resta poco tempo

Borsellino

19 Luglio 1992, ancora un Magistrato assassinato da Cosa Nostra

 

Giorno 19 Luglio 2018 ricorre il 26esimo anniversario dalla Strage di Via D’Amelio, a Palermo, in cui persero la vita Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, membri della scorta dello stesso Borsellino, rimasti uccisi dalla deflagrazione di un carico di tritolo, posto all’interno di una Fiat 126, posteggiata sotto l’abitazione della madre del magistrato. L’unico membro della scorta rimasto indenne dall’attentato fu l’Agente Antonino Vullo, che recentemente ha commentato: non è facile pensare di essere l’unico ad essersi salvato

Paolo Borsellino, fin dal suo ingresso in Magistratura, negli anni 60, ha sempre perseguito l’obiettivo di combattere quei fenomeni criminosi organizzati dalle famiglie mafiose di spicco, inizialmente di Corso dei Mille e di Altofonte, grazie all’indagine avviata da Boris Giuliano, assassinato nel ’79, cui  segui la guida di Rocco Chinnici, sostituto di Giuliano, a capo dell’Ufficio Istruzione. Tra Chinnici e Borsellino si consolidò un rapporto professionale e personale davvero molto intenso e di profonda stima. Purtroppo, Cosa Nostra non perdonava alcun tipo di ostacolo od intromissione tra i piani crimali da attuare, fu per questo che il 29 Luglio del 1983 Chinnici venne travolto dall’esplosione di un’autobomba. Dunque, un altro “Operatore di Giustizia” eliminato da Cosa Nostra.

Successivamente, prese il posto di Chinnici il Giudice Antonino Caponnetto, che trasferitosi da Firenze a Palermo, decise di istituire il famoso “Pool Antimafia“, un team scelto, di cui Caponnetto ne era il capo, costituito da Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta. Con il Pool Antimafia, si attivò una macchina giuridica senza precedenti, basato su un concetto di condivisione delle informazioni contigue tra i membri del Pool. Questa nuova concezione più ampia ed efficiente, restituì una visione più completa delle dinamiche mafiose, della struttura di Cosa Nostra e delle illecite attività criminose, nonchè le relazioni tra le famiglie e i rapporti Stato – Mafia. Dunque, entrarono virtualmente nel merito della “macchina mafiosa“. Tale risultato scaturì dalla condivisione delle informazioni raccolte tra i singoli membri del Pool, che ciascuno con le sue esperienze, messe a frutto in modo coordinato e congiunto, determinò tutta una serie di evoluzioni nelle indagini, “esplorando” congiuntamente, tutti gli intrighi di Cosa Nostra, studiando a fondo lo stato partimoniale e i conti bancari delle famiglie e i rapporti e i legami mafiosi tra le stesse. Questa nuova filosofia operativa del Pool Antimafia, permise, grazie anche alla raccolta delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta, da parte di Falcone, amico e collega di Borsellino, di produrre 366 ordini di cattura, seguiti dai 127 mandati di cattura prodotti grazie al collaboratore di giustizia Salvatore Contorno.

Il lavoro di Borsellino e del Pool diede il via al “Maxi Processo“, definito tale per il numero di imputati e di avvocati chiamati a difendere questi ultimi, tenutosi nell’aula Bunker, costruita all’interno dell’Ucciardone, e conclusosi il 16 Dicembre del 1987. L’impegno di Borsellino e dei colleghi permise il conseguimento di una grande risultato nella storia della giurispredenza, ovvero 342 condanne e quasi 20 ergastoli. Un successo senza precedenti, che fece scaldare gli animi dei capi di Cosa Nostra.

Nel frattempo, Caponnetto lascio l’incarico per motivi di salute, e i membri del Pool videro smembrare questo straordinario gruppo congiunto, per il quale ci si aspettava la nomina di Falcone a Capo del Pool Antimafia, che invece venne assegnata dal CSM ad Antonino Meli. Fu proprio Paolo Borsellino a sollevare tutta una serie di perplessità e dubbi sulla nomina del Capo del Pool, la cui guida spettava a Falcone, anche per l’esperienza maturata nello studio delle dinamiche di mafia.

Questo scenario rappresentò un netta regressione, rispetto ai passi avanti fatti dal Pool stesso fino ad allora, ciò permise alle cosche mafiose di far progredire i propri piani, anche a livello politico, pianificando anche l’attentato allo stesso Paolo Borsellino, su direttiva di Francesco Messina Denaro, che allertò il suo “esecutore“, Vincenzo Calcara, informandolo di tenersi pronto per eliminare Borsellino o con fucile di precisione o con il tritolo.

Circa un anno più tardi, a 57 giorni dalla morte di Falcone, nella Strage di Capaci, Cosa Nostra assassinò Borsellino e quasi tutti i membri della scorta, mediante un carico di tritolo posto all’interno di un’utilitaria dell’epoca.

Questo ennesimo assassinio rappresentò ancora una grande sconfitta per lo Stato e per il popolo italiano, che vide prevalere la Criminalità Organizzata sullo Stato Italiano, creando uno strappo nel tessuto sociale nazionale, generando paura e diffidenza verso uno stato cieco e indifferente rispetto a fatti di Cronaca Nera di tale entità, tanto che in occasione dei funerali, all’arrivo delle Personalità Politiche dell’epoca, tra cui il Neo Presidente Scalfaro, i cittadini infuriati, penetrarono la barriera di migliaia di agenti di Polizia, nel tentativo di bloccare i personaggi politici, persino lo stesso Presidente della Repubblica.

Oggi la famiglia Borsellino continua, con grande dignità, a chiedere giustizia per la morte di Paolo e dei membri della scorta, coinvolti nell’esplosione, ma a causa dei vari depistaggi non si è ancora giunti ad una conclusione certa.

Noi di Stayfood, da concittadini e connazionali, vogliamo ricordare l’impegno profuso da Borsellino a favore della libertà e della “giustizia morale“, come lui la definiva, di cui noi siciliani e italiani dovremmo fare tesoro, tesoro di un ideale che rimarrà inciso nella mente di ognuno di noi.

Poco prima dell’attentato, Borsellino, durante un colloquio con un collega, asserì: “Mi resta poco tempo“.

Guarda l’ultima intervista a Paolo Borsellino. Gli eroi non muoiono mai…!

Commenti

Commenti

You Might Also Like