Beverage

Il Passito di Pantelleria non si assaggia, si degusta… lentamente

Pantelleria

Dietro una bottiglia di Passito di Pantelleria artigianale si cela un’arte, che gli abitanti dell’isola mediterranea preservano e custodiscono gelosamente. Si, perchè il Passito pantesco racconta ben 2000 anni di storia locale, di invasioni e colonizzazioni, di popoli che per secoli sono passati dalla Perla Nera del Mediterraneo, Pantelleria.

Ed è nell’entroterra pantesco che il generale “Cartaginese” descrisse l’intero processo di lavorazione del Passito, oltre 20 secoli fa, come a dimostrare che questo prezioso “vino liquoroso” era già apprezzato ancor prima della nascita di Gesù Cristo, i cui segreti della produzione, tramandati di generazione in generazione, sono giunti fino a noi, seppure con qualche aggiornamento nelle fasi di lavorazione.

Il risultato è una bevanda dal “colore bruno” ma con lievi sfumature cromatiche tendenti all’oro, un corpo intenso e consistente, un profumo complesso e un sapore dolce, aromatico e articolato in un bouquet di percezioni avvolgenti. 

Poichè il Passito è un vino liquoroso straordinario, questo va assaggiato, o meglio, va degustato in modo opportuno, seguendo dei semplici consigli, forniti da chi questa eccellenza la produce da decenni, per soddisfare i palati dei propri familari o amici.

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Ecco qualche consiglio per degustare il Passito di Pantelleria

  1. Degustare il Passito a temperatura ambiente, si avvertono maggiormente i vapori ed emergono tutti i sentori aromatici
  2. Stappare il Passito e lasciare che l’ossigeno penetri nella bottiglia per qualche secondo
  3. Sempre a temperatura ambiente, versare il Passito in un calice di vetro e lasciare ossigenare per qualche momento
  4. Ruotare lentamente il calice con il contenuto
  5. Sorseggiare lentamente, evendo cura di inspirare i vapori emessi, e lasciare che il Passito scorra lungo la lingua e poi verso le estremità laterali della lingua stessa, così da investire le papille gustative e ampliare la gamma di aromi
  6. Nel frattempo inspirare e poi trattenere il fiato, in modo che i vapori si distribuiscano su tutto il palato
  7. Infine, ingoiare il Passito

Dopo aver deglutito, permane in bocca un aroma straordinario e complesso, che accompagnerà il secondo sorso, poi il terzo e… così via!

Insomma, poche semplici regole, per una corretta degustazione del Passito di Pantelleria, ad opera dei contadini dell’isola, che ancora oggi si accingono a produrre questa eccelsa bevanda liquorosa autoctona.

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