Enogastronomia

Valle d’Aosta, un viaggio tra i vini di montagna

Aosta

La Valle d’Aosta è la più piccola regione italiana. Terra di montagne maestose con scorci suggestivi, di laghetti deliziosi e di pascoli e alpeggi, dove vengono prodotti gustosi formaggi.  La Valle d’Aosta è anche la regione italiana che produce meno vino in assoluto, seguita a ruota dalla Liguria e dalla Basilicata.

Vi chiederete, allora, perché ho deciso di scrivere di questa regione in relazione al vino. In primo luogo per la bellezza delle vigne. Infatti poche zone al mondo possono vantare coltivazioni letteralmente abbarbicate alle pendici delle montagne che superano, talvolta, i tre o i quattro mila metri.

In secondo luogo perché si possono ancora trovare vigne di piccole dimensioni, che permettono una gestione familiare e ancorata ai principi e alle tradizioni di un tempo. Infine perché la Valle d’Aosta, con la sua popolazione inferiore ai 130 mila abitanti, rappresenta un’oasi quasi incontaminata dall’inquinamento industriale. Qui troviamo produzioni site in varie zone, spostandoci da oriente verso occidente.

Viaggio tra le produzioni vinicole della Valle d’Aosta

Nel paese di Donnas possiamo ammirare queste tipologie di vigne che forniscono un vino di buona qualità, tra cui possiamo annoverare il Pinot Grigio, il Rosato e del Nebbiolo, vero principe del luogo, che viene venduto con differenti periodi di affinamento.

Proseguendo la strada potrete visitare il Forte di Bard, posto sulle alture dell’omonimo paesino con caratteristiche medievali. Ricostruito per il volere dei Savoia nel XIX secolo, il forte domina la valle. Qui vengono spesso organizzate mostre e avvenimenti culturale.

Attualmente e fino al 13 novembre è possibile visitare una mostra dedicata all’avanguardista, onirico, visionario pittore russo Marc Chagall, mentre una seconda è allestita in onore delle fotografie dello statunitense Elliot Erwitt, stella dell’agenzia Magnum. Dal colore gioioso di Chagall al bianco e nero di Erwitt. Veramente affascinanti.

Proseguendo verso occidente ci imbattiamo nelle vigne di Nus e di Chambave protette dallo sguardo severo e rigoroso dell’affascinante castello trecentesco di Fenis, della signoria dei Challant. Sulle alture del capoluogo, Aosta, troviamo realtà importanti con produzioni che raggiungono livelli elitari.

Un esempio è la cantina Ottin, sita sulle alture di Aosta. Qui vengono coltivati i vini caratteristici della Valle d’Aosta, vale a dire il Petit Rouge, il Fumin, il Pinot Noir e il Petite Arvine. Il Petit Rouge è il vitigno più diffuso nella regione e viene utilizzato nella produzione del vino Torrette (insieme al rosso di Nus), del rosso di Chambave e del Enfer d’Arvier, vitigni che vengono spesso accomunati al Petit Rouge.

Il Petit Rouge è un vino secco, che può essere lievemente o talvolta mediamente tannico, di medio corpo e che presenta un profumo deciso di rosa nelle versioni più giovani per poi virare al gusto di mandorla con il maturare negli anni.

Anche il Petite Arvin viene oggigiorno considerato un vitigno di bacca bianca autoctono della Valle d’Aosta. Ha la peculiarità di resistere al meglio anche in ambienti estremi come quelli dell’alta quota alpina. Si presenta di un colore giallo paglierino e può assumere riflessi verdognoli e al naso regala note fruttate mantenendo una eleganza e una finezza tipica mentre al palato si mostra morbido e fresco, con un finale sapido.

In ultimo, non possiamo non citare la zona di Morgex e di la Salle, forse la zona vinicola più conosciuta della valle, che si raggiunge passando dinanzi al paese di Villeneuve. Qui possiamo acquistare molte varietà di vini tra cui il Muller Thurgau che, come per il Gewurztraminer valdostano, assume caratteristiche differenti rispetto alle produzioni trentine, lo Chardonnay, il Riesling e molti altri ancora.

Conclusioni

Chiosando possiamo asserire senza pericolo di smentita che la pur piccola regione della Valle d’Aosta meriti un tour eno-gastronomico, dove gustare i piatti tipici della zona come la polenta, in tutte le sue varianti e declinazioni, i formaggi locali come la fontina, sorseggiando del vino di qualità e accompagnando il tutto a una piacevole camminata in mezzo a percorsi bucolici immersi nel verde e all’aria buona.

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