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Perchè il Bergamotto è un frutto così importante?

Perchè il Bergamotto è un frutto così importante?

 

Per rispondere a questa domanda è necessario approfondire, scavando nella storia di un frutto che è diventato un’icona dell’industria profumiera e una leggenda per il settore agrumicolo italiano.

Conosciamo meglio il Bergamotto

Di questo agrume non si conosce la genesi, nè l’origine o la provenienza, alcuni botanici, che hanno studiato a fondo questo frutto, ipotizzano una familiarità con il limone, l’arancia amara e il limetta, anche per i colori e le sfumature cromatiche. Purtroppo, ad oggi l’origine del Bergamotto è ignota, e la genesi del frutto è stata al centro di numerosi dibattiti tra botanici, con diverse correnti di pensiero: c’è chi sostiene che questo agrume sia una sottospecie dell’arancio amaro, chi invece lo considera come una specie agrumaria unica ed esclusiva. Addittura alcuni storici ipotizzano che sia stato importato dalle Canarie ad opera di Cristoforo Colombo, mentre paesi come Cina e Spagna ne rivendicano la paternità. Dunque, è difficile definire le origini effettive a causa delle fonti, i cui pareri sono discordanti.

Ma da cosa deriva il nome “Bergamotto”?

L’etimologia è Beg – Armundi, che in turco significa “Pero del Signore”, per via della somiglianza nella forma alla pera “Bergamotta”.

I primi ad intuire le potenzialità del Bergamotto

Questo agrume straordinario venne da subito identificato come un prodotto d’eccellenza, non tanto per il suo sapore e la bontà, anzi il suo sapore agrognolo e amaro lo rende sgradevole se consumato crudo e non lavorato, quanto per le proprietà e per le destinazioni d’uso. Infatti, nel 1750 il Reggino Nicola Parisi fu il primo a creare un coltivazione di Bergamotto (Bergamotteto) presso il fondo Rada dei Giunchi, dove l’agrume veniva raccolto e sottoposto a un processo di pelatura, per ricavarne la scorza, la quale veniva sottoposta ad una forte pressione (spemitura), così da ricavarne gli oli essenziali, fatti scolare su spugne naturali che raccoglievano questo liquido pregiato.

Per rendere più effecace il processo di estrazione degli oli essenziali di Bergamotto, nel secolo successivo, venne realizzata la “macchina calabrese” ad opera di Nicola Barillà, che rappresentò un primo tentativo, andato a buon fine, di estrazione degli oli destinati all’industria profumiera.

Il Bergamotto e le sue “sfaccettature”

Questo frutto calabrese ha delle peculiarità che lo distinguono da altre famiglie di agrumi. Gli alberi di Bergamotto sono alti circa 4 metri, la loro corona ha un diametro sempre di 4 metri. I fiori sono bianchi ed estrememente profumati, mentre le foglie sono di un verde intenso con la superficie liscia. Il frutto del Bergamotto ha una dimensione a cavallo tra l’arancia e il pompelmo, il colore è di un giallo intenso, appena più chiaro del limone. La forma è tonda ed è contraddistinta dai poli “schiacchiati”, mentre la scorza è liscia e “cerosa”, sebbene dipende dal tipo di cultivar. La fioritura avviene nel periodo primaverile al termine dell’inverno.

La coltivazione in “tiratura limitata”

Il Bergamotto si coltiva in Calabria, dove cresce rigoglioso, specialmente lungo la “Costiera Jonica”, grazie al clima favorevole. E’ proprio il clima calabrese a determinare parte del successo di questo agrume “terrone”; per cui la superficie coltivata a Bergamotto è limitata a 1500 ettari, da cui si ottengono ben 20 mila tonnellate di frutto e 100 tonnellate di oli essenziali, infatti per estrarre 1kg di oli occorrono 200kg di Bergamotto. L’intera filiera dell’agrume calabrese per eccellenza conta ben 4000 addetti ai lavori, impiegati nei processi di raccolta, estrazione e commercializzazione. Dunque, questo frutto straordinario genera ricchezza, a maggior ragione se consideriamo che viene quasi interamente impiegato nel comparto profumiero. Se a questo aggiungiamo che la Calabria copre l’80% della produzione mondiale, spesso insufficiente a soddisfare la domanda da parte dei comparti della profumeria e dell’ortofrutta, con ampi margini di sviluppo per l’economia dell’Agrifood calabrese.

Il Bergamotto, una risorsa eccezionale

La caratteristica esclusiva di questo agrume non stà tanto nel sapore, quanto nelle destinazioni d’uso innumerevoli, infatti è impiegato nell’industria farmaceutica per ricavarne l’acido citrico, contenuto nel succo in grande quantità (ca 70g/l). E’ impiegato nell’industria profumiera per ricavare gli oli essenziali dalla scorza, le componenti base per l’acqua di colonia, per la Zagara Zuma, per i profumi al Gelsomino e per i Dopobarba. Il Bergamotto trova impiego nella produzione di succhi di frutta agli agrumi e non, infatti dona quella straordinaria nota amara e aspra alle bevande. Anche nella gastronomia l’agrume calabrese ha un ruolo centrale per insaporire alcune specialità note nel Sud – Italia, come le torte alla frutta, le scorze caramellate o candite. Anche l’industria dei liquori si sta interessando al Bergamotto come ingrediente essenziale e benefico. Persino nel mondo della cosmesi, grazie alle proprietà organolettiche sia della scorza che della polpa, denominata “Pastazzo”, il Bergamotto trova impiego.

Quindi, per rispondere al quesito iniziale, il Bergamotto è così importante non perchè ha un buon sapore, quanto per le proprietà organolettiche naturali, per i suoi infiniti impieghi nei comparti economici, per la straordinaria “territorialità” del frutto, che si sviluppa lungo la costa Jonica della Calabria. Infine, movimenta ben 4000 addetti ai lavori.

Il Bergamotto è una grande risorsa naturale!

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