Rubrica Agroalimentare

Produrre formaggio senza latte, l’ultimo “diktat” dell’UE

L'Unione Europea

L’Unione Europea invia una diffida all’Italia.

La causa dell’ammonizione è il divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per la fabbricazione di prodotti Lattiero – Caseari, previsto storicamente dalla nostra legge nazionale.

Dunque, un invito a consentire anche l’utilizzo di derivati e surrogati nella produzioni di formaggi e latticini, in modo complementare o sostitutivo al latte. Secondo la Commissione Europea, la legge italiana rappresenta una sostanziale restrizione alla libera circolazione delle merci, considerando la polvere di latte e il latte concentrato prodotti utilizzati in tutta Europa, quindi normalmente adoperabili nella produzione di prodotti caseari.

“Siamo di fronte all’ultimo diktat di una Europa che tentenna su emergenze storiche come l’emigrazione, ma che è pronta ad assecondare le lobby che vogliono costringerci ad abbassare gli standard qualitativi dei nostri prodotti alimentari difesi da generazioni di produttori”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

L’Italia ha recentemente incrementato del 9,3% le proprie esportazioni di latticini nel mondo già nel primo trimestre del 2015, facendo leva sull’alto standard qualitativo dei propri prodotti . Una tendenza confermata dal primato detenuto nella produzione Lattiero – Casearia nel mondo.

“Si tratta in realtà – continua la Coldiretti – solo dell’ultima trovata delle burocrazie dell’Unione Europea da dove sono arrivate incomprensibili decisioni sulla tavola che allontanano cittadini e imprese dall’Europa, dal vino senza uva al cioccolato senza cacao fino alla carne annacquata, ma sul mercato c’è anche il vino zuccherato e quello in polvere mentre circa la metà della spesa è anonima”

Cosa succederà se la diffida venisse accolta?

“Comporterà uno scadimento della qualità dei formaggi e degli yogurt italiani – precisa la Coldiretti – che metterà a repentaglio la “reputazione” del Made in Italy, ma anche una maggior importazione di polvere di latte e latte concentrato che arriverà da tutto il mondo a costi bassissimi, con conseguenze pesanti sulla tenuta degli allevamenti italiani.

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