Prosecco soligo

Cerchi il vino Prosecco soligo in offerta a Ottobre 2020? Probabilmente sai già che di Prosecco soligo ne esistono di diverse tipologie ed è prodotto da numerose cantine (es. Adami, Andreola, Astoria, Bele Casel, Biasiotto, Bison, Bortolin Angelo, Bortolomiol, Cà si Rajo, Canella, Carpanè Malvolti, Col Vetoraz, Follador, Le Colture, Le Vigne di Alice, Montelvini, Sensi, Sorelle Bronca, ecc.).

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Vino Prosecco soligo (o simili): elenco delle offerte di Ottobre 2020

OffertaBestseller No. 1
6 bottiglie di Prosecco di Treviso DOC | Cantina Colli del Soligo
  • Descrizione: Luminosissimo nel suo colore verdolino e con un naso tipicamente floreale, il Prosecco extra dry di Soligo si offre morbido e gradevole al palato con un perlage brioso ma non eccessivo ed un residuo zuccherino molto equilibrato. Il finale è perfettamente bilanciato e rispondente
  • Abbinamenti: Aperitivo, tartine di verdura e di pesce
  • Vinificazione: Spremitura soffice e fermentazione a temperatura controllata, lungo passaggio in autoclave per la presa di spuma. Filtrazione isobarica
  • Curiosità: Il Prosecco è oggi lo spumante più venduto nel mondo come numero di bottiglie
  • Temperatura 8,0° Gradazione 11,0% Uve: Glera Provenienza: Veneto
Bestseller No. 4
Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG Dry Arzanà Astoria
  • Le uve raccolte nei vigneti della ristretta zone del Cartizze vengono pressate sofficemente. Fanno seguito la fermentazione primaria del mosto e la successiva presa di spuma a bassa temperatura che mantiene intatto il consistente patrimonio gustativo
  • Lo ritroviamo nei suoi profumi intensi e delicati, nel gusto rotondo, piacevole, morbido
  • Ideale sia come inizio che a fine pasto anche accompagnato a pasticceria con frutta fresca
OffertaBestseller No. 6
Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Dry Màs De Fer Rive di Soligo Andreola
  • Dalle colline di Col de Fer e San Gallo, a 400 metri sul livello del mare e nel cuore della zona del Valdobbiadene Prosecco Superiore, un cru selezionato con il marchio “Más de Fer” nato per ottenere un vino delicato, floreale e fruttato, dal perlage fine e persistente
  • Il Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Dry “Más de Fer” di Andreola è un Prosecco capace di sostenere ogni tipo di abbinamento e che non sfigura neanche a fine pasto, così morbido ed avvolgente
  • Giallo paglierino, dal perlage fine e persistente. Al naso esprime belle note di pera, di pesca e in generale di frutta bianca. Una traccia floreale apre ad un assaggio equilibrato, morbido e vellutato ma al tempo stesso sostenuto da una buona freschezza
  • Ottimo sul finale, lungo ed avvolgente. A tutto pasto, accompagna bene ogni piatto, in particolare primi ricchi e strutturati

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Curiosità sul Prosecco

A Trieste, all’inizio del XVI secolo, il vino locale “Ribolla” fu promosso come ricreazione del Puciniano celebrato da Plinio il Vecchio nella sua Storia Naturale e lodato per le sue qualità medicinali da Livia, moglie dell’imperatore Augusto. La necessità di distinguere la “Ribolla” di Trieste dagli altri vini omonimi, prodotti a Gorizia e a minor costo in Istria, portò, alla fine del secolo, ad un cambiamento di nome. In seguito al presunto luogo di produzione nell’antichità, il vino fu denominato “castellum nobile vinum Pucinum”, dal nome del castello vicino al paese di Prosecco.

La prima menzione nota del nome Prosecco è attribuita all’inglese Fynes Moryson, anche se ha usato l’ortografia Prosecho. Moryson, in visita nel nord Italia nel 1593, annota: “La Histria è suddivisa in Forum Julii, e la Histria propriamente detta … Qui cresce il vino Pucinum, oggi chiamato Prosecho, molto celebrato da Plinio“. Egli colloca il Prosecco tra i vini famosi d’Italia: “Questi sono i vini più famosi d’Italia. La lagrima di Christo e come i vini neere Cinqueterre in Liguria: La vernazza, e il Muskadine bianco, soprattutto quello di Montefiaschoni in Toscana; Cecubum e Falernum nel Regno di Napoli, e il Prosecho in Histria“. Il metodo di vinificazione, vero tratto distintivo del Prosecco originario, si diffuse prima a Gorizia, poi – attraverso Venezia – in Dalmazia, a Vicenza e Treviso.

Nel 1754 la parola Prosecco compare per la prima volta nel libro Il Roccolo Ditirambo, scritto da Aureliano Acanti a Novoledo, nel comune di Villaverla in provincia di Vicenza.

Fino agli anni ’60 lo spumante Prosecco era generalmente piuttosto dolce e poco distinguibile dal vino Astigiano prodotto in Piemonte. Da allora le tecniche di produzione sono migliorate, portando ai vini di qualità superiore prodotti oggi. Secondo un rapporto del New York Times del 2008, il Prosecco ha registrato un forte incremento di popolarità nei mercati esteri, con vendite globali in crescita a due cifre dal 1998, favorito anche dal prezzo relativamente basso. È stato introdotto nel mercato mainstream statunitense nel 2000 da Mionetto, oggi il maggiore importatore di Prosecco, che nel 2008 ha registrato anche un “incredibile trend di crescita”. I consumi sono aumentati anche nel Regno Unito, che è diventato, a metà degli anni ’20, il più grande mercato di esportazione del Prosecco, consumando un quarto di tutta la produzione italiana.

Fino all’annata 2008 il Prosecco era tutelato come DOC in Italia, come Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, Prosecco di Conegliano, Prosecco di Valdobbiadene e Prosecco di Colli Asolani. Dal 2009 queste due zone sono state promosse a DOCG. Per tutelare ulteriormente la denominazione, un’associazione di produttori tradizionali di Prosecco si è espressa a favore di una denominazione di origine protetta per il Prosecco del Nord Italia ai sensi della normativa europea. Pertanto, dal 1° gennaio 2010, il Prosecco, secondo un’ordinanza del Ministro delle Politiche Agricole italiano del 17 luglio 2009, non è più il nome di un vitigno (ora si chiamerà Glera), ma esclusivamente un’indicazione geografica. Ciò è stato confermato dal Regolamento EG n. 1166/2009 del 30 novembre 2009. Il Colli Asolani Prosecco Superiore DOCG ha poi cambiato il suo nome in Asolo Prosecco Superiore DOCG nel 2014.

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