Rubrica Agroalimentare

“Il Regno delle due Italie”

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Lo stivale è il “Regno delle due Italie“, o meglio due territori importanti di una stessa nazione. Si, perchè il Bel Paese è diviso in due parti, il Nord e il Sud che da sempre hanno denotato due percorsi evolutivi completamente diversi, in particolare dal punto di vista economico – monetario, nonchè commerciale. In modo particolare, questo incredibile divario sembra crescere di anno in anno e nei primi mesi del 2018 l’Italia ha assisto ad una netta scissione tra i volumi nei consumi di prodotti agroalimentari al Nord e al Sud.

Se da un lato il Centro e il Nord hanno segnato un valore interessante di crescita nei volumi, dall’altro il Sud subisce un consistente effetto d’arresto nei consumi, con un calo dell’1,1%, a fronte della crescita del 5,6% per il Centro, del 5% per il Nord-Est, e del 3,3% del Nord-Ovest. E’ quanto si apprende dall’analisi Coldiretti sui dati Ismea, nel corso del primo trimestre 2018.

La contrazione dei consumi agroalimentari del Sud risulta in contrapposizione rispetto al tasso di crescita medio del 1,4%, si parla, infatti, della seconda voce di spesa più importante in assoluto per l’economia tricolore, con un budget annuo totale di ben 244 miliardi di Euro.

Il neo-governo dovrà, quindi, impegnarsi per smorzare questo forte dislivello tra i consumi del Nord e del Sud, a partire da una potenziale minaccia per l’intera economia agroalimentare italiana, ossia l’incremento delle aliquote Iva sui beni di prima necessità, come: carne, pesce, yogurt, uova, riso e miele oggi al 10% e sui prodotti con aliquota al 22%, come la birra ed il vino.

Certamente, questo possibile incremento dell’Iva sui beni di prima necessità rischia di stroncare uno dei comparti guida dell’economia made in Italy, uno scenario da scongiurare.

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