Beverage

Il Caffè Made in Italy perde 15 miliardi, retromarcia dell’OMS

Il caffè made in Italy

Il Caffè made in Italy è uno tra i migliori in assoluto, tanto da rappresentare uno dei settori strategici dell’agroalimentare italiano, con 800 torrefattori sparsi sul territorio nazionale.

Purtroppo l’allarme scattato nel 1991, quando lo IARC (agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, che fa capo all’OMS) ha attribuito al caffè un ruolo di primo piano tra le cause del cancro alla vescica, ha provocato delle perdite importanti per il settore a danno delle imprese .

Oggi, a distanza di 25 anni, lo stesso IARC fa retromarcia, sostenendo che “a seguito delle ricerche, non esistono prove sufficienti per dimostrare che il caffè sia effettivamente cancerogeno” , ma ipotizzando al tempo stesso che tutte le bevande calde al di sopra dei 65 gradi – acqua inclusa – possano causare alcune forme di cancro all’esofago.

Il tema è sicuramente delicato, e non si è mai troppo prudenti quando si parla di correlazione tra alimentazione e salute, tuttavia Coldiretti lancia un monito: “gli allarmismi sono costati al made in italy 15 mld di euro in oltre 15 anni”.

“L’esperienza di questi anni dimostra che la necessità di un’ informazione corretta e tempestiva non deve lasciare campo libero a campagne dai toni allarmistici e del tutto infondati che” – sottolinea la Coldiretti – “hanno effetti dirompenti sui consumi, con danni irreparabili per le imprese.

Una misura che si è dimostrata efficace in questi anni, dalla mucca pazza all’aviaria, è stata l’introduzione dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti senza attendere che si verifichino emergenze, ma” – conclude la Coldiretti – “va anche tolto il segreto sui flussi commerciali con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero per consentire interventi mirati”.

Autore: Andrea Baio

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