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Se pensi di conoscere la vera storia del Cannolo inizia a ricrederti…

Cannolo

Il cannolo, un must della cultura e della tradizione culinaria sicilana, una specialità dell’alta pasticceria che è diventata leggenda, tanto da essere richiesto in enormi quantità a livello mondiale. Proprio perchè dietro al cannolo si cela una lunga storia millenaria che ha visto come attori principali le varie culture che hanno colonizzato e abitato la bellissima Sicilia, oggi questo prodotto dell’alta pasticceria è ufficialmente riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale Italiano, quindi inserito nella lista del PAT, presso il Ministero delle Politiche Alimentari Agricole e Forestali (MIPAAF).

Il Cannolo era un tempo riconosciuto come dolce di Carnevale, tuttavia la sua straordinaria bontà ha fatto in modo che si diffondesse su larga scala come dolce della tradizione, adatto ad ogni occasione, festa e contesto, insomma è sempre ora di un cannolo!

Certo è che la sua fama precede questa magnifica specialità dolciaria, e la sua storia si perde nei millenni, addirittura ai tempi dell’Impero Romano, infatti secondo lo scrittore del Libro Siciliani a Tavola, Alberto Denti Pirajno il cannolo precede la nascita di Gesù Cristo, circa nel 70 a.C. quando Cicerone (questore dell’odierna Marsala) descrisse il “Cannola” come un lungo ricciolo dolcissimo, mentre Eugenio De Bono a metà del 1700 lo menzionò come un “tubo di farina pieno di dolcissimo bianco mangiare”, è quindi palese come la descrizione antica del cannolo corrisponde ai caratteri peculiari di questo dolce, fiore all’occhello della pasticceria made in Sicily.

Nonostante l’inappuntabile coincidenza tra le descrizioni storiche del cannolo con questo dolce prelibato, esiste un’altra versione, secondo cui tale dolce è stato creato dalle abili mani artigiane delle suore di Clausura di Caltanissetta, sulla base di una ricetta Romana, rielaborata in chiave orientale dalla civiltà Araba. Proprio le antiche pasticcere Romane sembra che siano le autrici di questo dolce farcito, il cui scopo consisteva nel far rifocillare i mariti, in genere soldati di una tra le forze militari più potenti mai esistite sulla terra, l’Impero Romano.

Dunque, non è semplice definire le origini di questo dolce siciliano prestigioso, l’unica cosa certa è la sua straordinaria bontà e il successo riscontrato nel mondo, ed è agli alti pasticceri Palermitani prima e Messinesi poi che si deve la larga diffusione su scala mondiale.

Perchè si chiama Cannolo?

E’ presto detto, questo dolce ha una cialda, in siciliano “a cruasta”,  ricavata da un disco di farina. Questo disco veniva fino a pochi anni fà, prima del varo delle rigide procedure e norme igieniche, avvolto attorno ad una canna, assumendone la forma, da qui il nome Cannolo, come a voler sottolineare l’importanza dello strumento utilizzato per dare questa forma atipica al dolce.

Ovviamente, oggi viene utilizzata un’anima tubolare in metallo per convertire il disco di farina in una cialda per cannolo, sempre per motivi sanitari. All’interno della cavità della “cruasta” o cialda, si inietta della ricotta di pecora, anche se in taluni casi o in determinate zone della Sicilia si preferisce la ricotta vaccina (più delicata), cui viene aggiunto dello zucchero e poi mescolata, fino ad ottenere una consistenza cremosa, per poi immettere la ricotta dolce all’interno della cialda. E’, però, ai pasticceri palermitani che si deve l’aggiunta di frutta candita, come le ciliegie o la scorza di arancia, o ancora la granella di Pistacchio siciliano o di Bronte Dop, oppure le gocce di cioccolato e la spolverata di cannella finale, che dona quel tocco speziato e pungente, che ben si adatta e spezza il dolce della ricotta e dei grani di cioccolato.

Insomma, una storia millenaria, un successo mondiale e un sapore eccezionale, un cannolo non vi basterà…

 

 

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