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Siete amanti del buon vino? Scoprite il Syrah e le sue origini antichissime!

Syrah

La storia del vitigno Syrah (altrimenti conosciuto come Shiraz) è davvero affascinante. Trattasi infatti di un antichissimo vitigno probabilmente originario dell’antica Persia, ma diffusosi in Europa durante il periodo nel quale Roma dominava il mondo.

Agli albori fu coltivato nella Francia sud-orientale e successivamente in Italia, specificamente in Liguria, in Toscana, nel Lazio e nel sud Italia. Il Syrah è un vitigno internazionale, in quanto viene oramai prodotto in tutti i continenti. Troviamo le più importanti produzioni in Francia nella valle del fiume Rodano, in Australia, dove è stato introdotto all’indomani della colonizzazione europea del XIX secolo, in Sud Africa e nello stato americano della California. In Italia le maggiori coltivazioni sono impiantate, attualmente, nella splendida Sicilia.

La Sicilia è la quarta regione italiana per quantità di vino prodotto (con più di 5 milioni e mezzo di litri totali, vino e mosto), – la maggior parte nel trapanese – inferiore solamente al Veneto, alla Puglia e all’Emilia-Romagna. In Sicilia circa un sesto della superficie adibita a vigna è dedicata al Nero d’Avola, altresì chiamato con l’appellativo calabrese nero, il vero mattatore tra i rossi dell’isola, mentre la percentuale di vigne dedicate al Syrah è di circa il 5% del totale siciliano. Il vitigno Syrah ha la caratteristica di preferire climi caldi dove ritrova l’ambiente giusto per maturare e per raggiungere quei livelli qualitativi di output che fanno impazzire gli appassionati degustatori.

Il prodotto finale può assumere caratteristiche peculiari a seconda dell’area geografica in cui è impiantata la vigna. E’ doveroso ricordare che stiamo parlando di cpltivazioni ubicate a migliaia di chilometri di distanza tra loro.

Bevuto in purezza, si apprezza per il suo gusto rotondo e mai eccessivamente tannico e la buona struttura. La vera eccellenza, però, sono i sentori al naso: un effluvio di spezie, principalmente pepe nero, frutta matura, confettura, caffè, fino a giungere al cioccolato nelle bottiglie di origine australiana (Barossa Valley) e sudafricana (Stellenbosch).

Malgrado abbia un gusto eccezionale vinificato in purezza, il Syrah viene spesso utilizzato in combinazione con altri vitigni. In Francia, ad esempio, viene spesso unito al “Viognier” (si veda lo spettacolare E. Guigal, ‘La Turque’ o l’australiano ‘Torbreck Runrig’), a due vitigni di bacca rossa di probabili origini spagnoli quali la Grenache e il Mourvedre a il Cinsault (si veda il ‘Chateauneuf du Pape’ rouge), al Cabernet Sauvignon e il Merlot, specialmente in Australia ma anche in Italia (si veda il “Ghiaie della Furba” della Tenuta Capezzana) o con il Nero d’Avola (si veda il “Mille e una notte” rosso IGP Donnafugata, a cui viene aggiunto anche del Petit Verdot).

Gli abbinamenti suggeriti

Carni rosse, carni alla brace, cacciagione, selvaggina e agnello. E’ adatto inoltre per accompagnare i formaggi stagionati caratterizzati da un forte sapore speziato.

Essendo un vino che ama trascorrere il tempo nelle barriques e adatto all’invecchiamento, si consiglia di servirlo solo dopo un periodo di decantazione e alla temperatura di 18°-20° e non prima di 4/5 anni dall’imbottigliamento, almeno per le versioni più pregiate.

Vino, arte e territorio

Il Syrah è un vino che amo. Ad esso ho dedicato il settimo ed ultimo capitolo del mio libro “Arte&Vino”. Associazioni temerarie di un appassionato”, paragonandolo ad un grande della pittura e dell’arte siciliana, Renato Guttuso e al tanzaniano George Lilanga, erede dello sfortunato maestro Eduardo Tingatinga.

I colori della “Vucciria”, tela gigantesca di tre metri per tre dell’artista palermitano, i sapori e gli odori dei pesci in essa ritratti, degli animali e degli ortaggi che esplodono dal quadro, mi hanno ricordato il gusto del vino Syrah. E Lilanga? La sua poetica raffigurante gli “Shetani”, questi primordiali ominidi dotati di un’intrinseca simpatia che corrono e saltellano tra i colori dell’Africa, mi ha riportato alla mente i profumi del mio primo Syrah che ho gustato. Un Syrah siciliano. Eccezionale.

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