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Sorbetto: da Marco Polo a Le Procope

sorbetto

Sono poche le certezze che riguardano l’origine e la storia del sorbetto: sicuramente è sempre stato rinfrescante, leggero e gustoso.

Secondo alcuni sarebbe arrivato dalla Cina grazie al viaggiatore veneziano Marco Polo che lo avrebbe portato con sé di ritorno dai suoi viaggi; altri sostengono che potrebbe affondare le sue radici nel mondo classico greco e romano, come dimostrerebbero le testimonianze del V secolo avanti Cristo: il poeta greco Simonide, infatti, scrisse che in Grecia “la neve si seppellisce viva, perché viva si conservi e ingentilisca l’estate”. Inoltre, ancora nel I secolo d.C. Seneca descriveva l’uso latino della neve per raffreddare le bevande.

Dopo un periodo di dimenticanza il sorbetto torna in Italia passando per il dominio arabo in Sicilia. Il nome stesso di questo gelato privo di latte, panna, uova e grassi deriverebbe dalla parola araba sherbeth che significa bevanda fresca, anche se ci sono pareri discordanti che propendono per la voce turca sharber che vuol dire sorbire, oppure per il verbo latino sorbeo cioè sorbire, succhiare.

Qualunque sia l’etimologia della parola, il prodotto una volta arrivato nella terra di Trinacria acquistò un successo sempre maggiore: furono impiegate e affinate le tecniche orientali di preparazione che consistevano fondamentalmente nel fare addensare i succhi di frutta in recipienti refrigerati con la neve, conservata grazie al sale.

Da qui il consumo di sorbetto arrivò in tutta Italia, cosicché nel corso del Rinascimento divenne una preparazione abituale presso le corti e, successivamente, anche presso le case dell’alta borghesia.

Infine, l’ultimo passo che portò alla diffusione che conosciamo è stato mosso nuovamente dalla Sicilia: fu infatti il siciliano Francesco Procopio Dei Coltelli a esportare il sorbetto oltre confine, in Francia e più precisamente a Parigi dove, nel 1686, aprì Le Procope, il più antico caffè della città e forse d’Europa che fu molto in voga tra Settecento e Ottocento e che è aperto ancora oggi.

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