Beverage

Storia e qualità del Nero d’Avola

nero d'avola

Il vitigno del Nero d’Avola ha un’origine molto antica testimoniata da ritrovamenti della pianta nei territori ai piedi dell’Etna, che retrodatano la sua presenza a un periodo precedente all’introduzione della vite in Sicilia da parte dei fenici nel XII secolo avanti Cristo.

Si tratta, dunque, di una varietà autoctona conosciuta anche come Calabrese o Calabrese d’Avola che produce un vino dall’elevata gradazione alcolica che in passato per la sua potenza era usato come vino da taglio per correggere altri vini più delicati.

Generalmente i vini da taglio non vengono venduti per il consumo finale, ma alcune aziende siciliane ne hanno diminuito gli zuccheri e aumentato l’acidità grazie a delle tecniche di produzione innovative che ne hanno fatto un vino da tavola apprezzato e molto diffuso a partire dall’inizio degli anni sessanta che ha anche ottenuto i riconoscimenti DOC e DOCG.

Il vino ottenuto da uve Nero d’Avola è caratterizzato da un colore rosso rubino, da un sapore intenso arricchito che si accentua con l’invecchiamento. Tuttavia ci sono delle leggere variazioni a seconda della zona di produzione. Quella classica è nel sud-est dell’isola, tra Noto e Pachino, da cui si ottengono note più eleganti e raffinati con sentori di frutta secca, mentre la zona centrale restituisce un retrogusto di frutta rossa, balsamico e speziato; infine, i vini della Sicilia occidentale ottenuti da questo vitigno antico sono particolarmente forti e piuttosto tanninici.

ABBINAMENTI 

Il Nero d’Avola si abbina in genere con carni rosse, arrosti, selvaggina e formaggi stagionati. La temperatura di servizio è da mantenere tra i 18 e i 20 gradi per fare in modo che si sprigionino i suoi sentori di viola, mora, liquirizia, prugna, marasca, ribes, cioccolato e tabacco.

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