Rubrica Agroalimentare

Da Sud a Nord, i Nas sequestrano 16 tonnellate di prodotti surgelati e 3600 bottiglie di acqua

sequestro

Le cattive abitudini sono lente a morire, anche in ambito agroalimentare, settore in cui, nonostante gli sforzi per garantire la massima trasparenza al consumatore, in termini di sicurezza alimentare, spesso si verificano fatti che vanno a scapito di chi acquista e che ignorano le normative vigenti in tema di sicurezza e igiene alimentare, talvolta è proprio l’anello finale della filiera logistico – produttiva ad ignorare tali regole, ossia il distributore finale.

Da Sud a Nord il risultato non cambia, ed quanto si è appreso nelle ultime ore a Taranto ed a Bologna. E’ proprio Taranto che ha avuto luogo il maxisequestro di ben 16 tonnellate di prodotti surgelati scaduti da parecchi mesi o addirittura anni, stoccati in un centro all’ingrosso, dove in occasione di un’ispezione i Carabinieri dei NAS (Nucleo Antisofisticazioni)  hanno anche rilevato delle gravi discrepanze nelle modalità di conservazione di tali alimenti deperibili, spesso in stock all’interno di locali non adibiti alla gestione della “Catena del Freddo” o con gravi carenze igieniche.

L’amministratore dell’ingrosso è stato denunciato per tentata frode in commercio, anche e soprattutto per aver falsificato la data di scadenza dei surgelati sequestrati, tramite la sovrapposizione di un’etichetta contraffatta, con data di scadenza non attendibile.

Ma non è tutto, spostandosi verso Nord si è assistito ad un altro sequestro importante, a Bologna, dove sono state sequestrate oltre 3500 bottiglie di acqua minerale, durante un’attività di monitoraggio, in merito al rispetto delle norme igieniche sui prodotti Food & Beverage nelle aree commerciali. Il Gerente di un supermercato è stato, però, segnalato all’Autorità competente ed accusato di aver mantenuto in stock un gran numero di bottiglie di acqua minerale in pessimo stato di conservazione, ossia all’aperto e senza ripari dai raggi del sole, per un prodotto che risente parecchio degli UV e delle alte temperature.

Un episodio grave, visto che le oltre 3500 bottiglie erano destinate al commercio. Inoltre, le acque minerali convenzionali sono contenute in un packaging primario in PET, in genere, che soffre le alte temperature, rilasciando nel contenuto, ovvero l’acqua, tracce di sostanze cancerogene.

 

Fonte: ANSA

Commenti

Commenti

You Might Also Like