Rubrica Agroalimentare

Testo Unico del Vino, un taglio netto alla burocrazia

Testo Unico del Vino

L’Italia, terra di profumi, sapori, del clima mite e dei paesaggi mozzafiato, talvolta, però, siamo noti per le inefficienze nelle procedure burocratiche. Non temete, qualcosa sta cambiando e la conferma arriva proprio da uno dei comparti strategici dell’economia italiana, il Vitivinicolo, settore che nel 2015 ha fatto registrare valori di export record, ben 5,5 miliardi di Euro, trend per lo più crescente nel 2016, ed un comparto che vale circa 14 miliardi di Euro, superando, per quantità, persino la Francia.
Dunque, l’Italia è il primo esportatore al mondo e le previsioni sono ottimistiche, anche grazie al provvedimento che ha consentito il varo del Testo Unico del Vino: un documento, o meglio, una sola legge strutturata in 90 articoli, che riassumono tutta la normativa e la disciplina precedente.

Regole semplici e burocrazia più snella nel settore Vitivinicolo

L’introduzione del Testo Unico del Vino rappresenta una novità importante, poiché disciplina tutti gli ambiti inerenti il comparto del Vino: dalla produzione alla commercializzazione, dalla tutela delle denominazioni di origine alle menzioni, dall’innovazione alla corretta definizione delle informazioni da inserire in etichetta, dalla gestione dei controlli fino alla disciplina sanzionatoria.
Il Testo Unico del Vino rivoluziona, pertanto, anche l’approccio da parte dei produttori e delle Cantine, che potranno attingere alle opportune informazioni di riferimento in modo chiaro e semplice.

Da cosa è nata l’esigenza del Testo Unico del Vino?

La Commissione Giustizia del Senato ha suggerito delle modifiche alla disciplina sanzionatoria per salvaguardare i vini con denominazione d’origine dai fenomeni, purtroppo dilaganti, di contraffazione e dellItalian Sounding.
E’ stata quindi necessaria una revisione dell’intera disciplina normativa da parte della Commissione Agricoltura della Camera, la quale ha approvato il provvedimento.

Maggior tutela e meno burocrazia, ma c’è dell’altro…

Il Testo Unico, inoltre, promuove l’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche d’avanguardia, che restituiscono ai consumatori le informazioni opportune sul produttore, sulla filiera, sul vitigno, sui processi produttivi, sull’imbottigliamento e tanto altro, contribuendo ad aumentare la trasparenza dei produttori stessi verso i consumatori. Tra le varie soluzioni tecnologiche in etichetta menzioniamo il QR Code, un codice Digitale che riporta tutte le informazioni previste dal disciplinare e dalla normativa vigente, per lo più di facile accesso, in particolar modo per gli utenti con apparecchi tecnologici sofisticati, come gli Smartphone.

La tradizione e la salvaguardia dei vitigni storici

Il provvedimento mira a tutelare i vitigni storici e la tradizione nel comparto Vitivinicolo, inoltre, il Testo Unico incentiva gli interventi di ripristino e di salvaguardia dei vitigni, appunto storici, siti in zone ad alto rischio di dissesto idrogeologico o in aree protette o paesaggisticamente rilevanti per il nostro paese, spesso di straordinaria importanza per il turismo e l’economia.

Salvaguardia del Vino made in Italy con controlli e sanzioni

Al fine di garantire maggior sicurezza ai consumatori e la tutela dei produttori italiani, del resto il Vitivinicolo è parte del patrimonio agroalimentare italiano e tratto distintivo dell’Italianità nel mondo, il provvedimento verte su una disciplina sanzionatoria più efficace, con l’introduzione, ad esempio, del “Ravvedimento Operoso”, con il quale le imprese possono sanare, eventualmente, le sanzioni per irregolarità formali.

Il testo Unico del Vino è un provvedimento basilare per un comparto che traina l’economia italiana, da oggi la burocrazia e la disciplina normativa è più snella e chiara.

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