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Un vino..cortese. Viaggio tra le colline intorno a Gavi

Cortese

Il XVIII secolo iniziò con grandi timori per il Piemonte. Infatti nell’anno 1706 la città di Torino venne cinta d’assedio dalle truppe francesi per più di tre mesi. Grazie a gesti eroici come quelli di Pietro Micca e all’intervento del Principe di Savoia Eugenio, il capoluogo torinese venne liberato dal giogo invasore.

Da quel momento il Piemonte vivrà ottanta anni di indipendenza; durante questi anni alternerà partecipazioni a grandi guerre europee a periodi di pace, permettendo lo sviluppo delle arti e la ristrutturazione della città, ammodernata al gusto barocco e abbellita nel suo insieme.

Alla scoperta del vino Cortese

E’ in questo contesto che si sviluppa il vitigno di bacca bianca che ancora oggi viene definito “Cortese”. In realtà il Cortese ha superato i classici confini storici piemontesi, vale a dire le terre tra Serravalle, Scrivia e Alessandria e delimitate ad est da Tortona ed a sud-ovest da Ovada. Troviamo infatti produzioni in Veneto, in Lombardia e nel meridione d’Italia.

Ma è nel gaviese che il Cortese trova le condizioni climatiche ed ambientali adatte alla sua proliferazione. Le colline intorno a Gavi (AL), infatti, garantiscono dolci pendii con terreni di natura calcarea argillosa-marnosa, mentre vengono escluse categoricamente le giaciture pianeggianti ed umide di fondovalle.

Qui, dunque, nasce il D.O.C.G. Gavi, sotto lo sguardo severo del Forte di Gavi, già castello medievale, posto in alto sulla collina di passaggio della via Postumia, la quale collegava Genova la Superba, il Monferrato e le terre lombarde. Strade amate dal piemontese Fausto Coppi, che le percorreva durante i periodi di preparazioni ai grandi eventi ciclistici a cui ha partecipato e spesso dominato.

Il Gavi nella versione ferma si presenta di un colore giallo paglierino che può assumere una minore o maggiore intensità a seconda dei casi, di un odore caratteristico e delicato e di un sapore secco, gradevole e di gusto fresco ed armonico. Lo si può acquistare nelle versioni “Tranquillo”, “Frizzante”, “Spumante”, “Riserva” e “Riserva spumante metodo classico”. Le rese sono contenute e possono variare a seconda delle tipologie da un minimo di 6.5 Tonnellate/ettaro a un massimo di 9,5 tonnellate/ettaro. Ovviamente il Gavi D.O.C.G. non è coltivato nel solo comune di Gavi, ma in altri comuni limitrofi quali Serravalle Scrivia, Novi Ligure, San Cristoforo, Tassarolo etc..

Abbinamenti consigliati

Come già ricordato, il Cortese e il Gavi D.O.C.G. sono vini bianchi freschi adatti a essere bevuti durante l’aperitivo, ovvero per accompagnare cene raffinate a base di crostacei e piatti con frutti di mare o cene più frugali a base di minestre di verdure con legumi o frittate. Personalmente amo sorseggiarlo a tutto pasto, soprattutto nelle versioni più raffinate e maggiormente strutturate. Invece il Gavi D.O.C.G. frizzante è perfetto per sottolineare i brindisi per i nostri momenti felici.

La bellezza dei luoghi è dovuta alla presenza di ville meravigliose inserite in contesti naturalistici di grande fascino. Si pensi alla collina di Monterotondo (AL), i cui dolci pendii sono ricoperti da vigne coltivate a Cortese (Gavi D.O.C.G.). Molte sono le cantine rinomate, tra cui possiamo citare “La Scolca”, “Villa Sparina”, “ Broglia”, “La Raia”, “Giustiniana”, “Chiarlo” e molte altre ancora.

Piranesi e il Gavi

Quando sorseggio un bicchiere di Gavi D.O.C.G. mi sovviene il ricordo di un grande artista del passato ma troppo presto dimenticato dai posteri, Giovanni Battista Piranesi. Veneto di nascita ma romano di adozione, forse il più grande teorico dell’architettura del suo tempo e finissimo incisore. Nelle sue opere troviamo sia riferimenti al Neoclassicismo che al Romanticismo.

Piranesi rimarrà folgorato dalla visione della città di Roma e specialmente delle sue meravigliose rovine, da cui percepiva un’attrazione e un’assonanza tale da rimanere estasiato nel contemplarle. Le sue incisioni, le sue vedute, rimangono tuttora una documento storico, un racconto della Roma che fu, ritratto con un tratto delicato ma orgoglioso.

Come il vino Cortese (e Gavi D.O.C.), dal gusto fresco e delicato, ma fiero della propria storia e di essere un vino bianco piemontese in una terra che è prolifica di vini di bacca rossa, quali il Barolo, il Barbaresco, il Nebbiolo, il Dolcetto, la Barbera, la Freisa, etc.. Buona degustazione a tutti voi.

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