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Vastedda della Valle del Belìce, il sapore di una antica tradizione

La Vastedda della Valle del Belìce è un prodotto eccezionale, frutto di una lunga tradizione locale.

La Vastedda è l’unico formaggio di pecora a pasta filata italiano. Il suo nome deriva dal dialetto “vastata”, ovvero guasta, andata a male. Veniva, infatti, prodotta nel tentativo di recuperare i pecorini con difetti. Un’idea originale che permetteva di lavorare nuovamente i formaggi creando così un nuovo prodotto, che doveva essere consumato fresco, entro due o tre giorni.

Si tratta di un formaggio molto antico. Le prime notizie risalgono alla metà del XV secolo. La “vastedda” viene, infatti, citata in un documento d’archivio del 1497, nel quale il viceré di Sicilia la cita tra gli altri formaggi del Belìce.

Il latte di questo delizioso formaggio proviene dalla pecora del Belìce, una razza autoctona. Le radici della vastedda della Valle del Belìce appartengono ai territori dei Comuni di S. Margherita Belice, Menfi , Sambuca e Montevago; nel trapanese, nei Comuni di Campobello di Mazara, Castelvetrano, Ghibellina, Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, Santa Ninfa e Vita, Santa Margherita Belice, Montevago, Menti e Sambuca di Sicilia nella provincia di Agrigento e Contessa Entellina nella provincia di Palermo.

La vastedda appena lavorata viene posta su un piatto di ceramica. Da qui la forma ovoidale appiattita che ricorda quella di una pagnotta piatta. La “Vastedda della Valle del Belìce” ha ottenuto la Denominazione d’origine protetta (DOP) dall’Unione Europea ad ottobre 2010 ed il marchio di presidio Slow Food.

Questo formaggio va consumata freschissima. È prodotta nel periodo tra maggio e ottobre. Ha solitamente un diametro di circa 15-17 centimetri e 3-4 centimetri di altezza. Il suo peso varia dai 500 ai 700 grammi. La crosta è sottilissima, quasi assente. Si tratta di un formaggio dal sapore dolce, fragrante, fresco con venatura leggermente acidule. E’ delicatamente profumato.

Il modo migliore per gustarla è tagliarla in grosse fette e condirla con olio extravergine, pomodoro e origano. Da provare in abbinamento con un vino bianco floreale e fruttato e con tutti i piatti dal sapore mediterraneo.

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