Beverage

Vuoi investire nel vino? Scopri come.. (Parte 2°)

vino

Scopriamo come il vino possa diventare un bene rifugio, con possibilità di plusvalenza annua ben superiore al 10%.

5) Quali sono i margini di rendimento di un investimento nel vino?

Nel segmento degli investimenti nel vino il rendimento medio annuale è del 10%.

Nella nostra realtà degli ultimi anni in termini di dati oggettivi ci mostra che il 10% è divenuto la soglia minima di plusvalenza annua.

Andando ad analizzare questo dato in maniera dettagliata si va a determinare quanto un’attenta strategia di investimento possa renderlo positivamente variabile.

Tutto si va delineando quando analizziamo il singolo vino da investimento sotto il punto di vista della sua maturazione organolettica.

Un vino può essere considerato “pronto” per essere bevuto nel giro di pochi mesi dalla sua commercializzazione come dare il massimo della propria maturità a distanza di anni dalla stessa. La conseguente vendita e consumo innesca il meccanismo della domanda e offerta. Con queste precise strategie siamo in grado di ottenere un margine di plusvalenza che si attesta tra il 10 e il 40 percento l’anno.

6) Come giudica il vino italiano rispetto a quello francese?

Come già accennato, se si dovesse definire il vino italiano con un aggettivo appropriato, oserei dire “vario”. Il vino francese è molto conosciuto per i grandi vini creati da uve internazionali, mentre il vino italiano offre un panorama unico e diverso con la sua moltitudine di vini differenti uno dall’altro.

7) Quali sono i pregi dei vini italiani?

Torno a ribadire che il loro punto di forza è la grandissima varietà. Il nostro paese offre una scelta di vini senza paragoni da una collezione di vini autoctoni pari a nessun’altra nazione. Questo è sicuramente un grandissimo pregio. Un altro è la qualità/prezzo.

Vini italiani al di sopra dei 95/100 punti nelle più importanti guide al mondo sono molto spesso venduti a prezzi più bassi rispetto a vini prodotti in Bordeaux, Borgogna o California che vantano il medesimo punteggio. Tutto questo rende questa tipologia di vini prodotti nella nostra penisola più facile da commercializzare, favorendone lo scambio e attirando così gli investitori di tutto il mondo.

8) Quali sono i difetti dei vini italiani se paragonati a quelli francesi?

Purtroppo un grande difetto che i vini italiani accusano nei confronti dei nostri cugini d’oltralpe, non riguarda affatto la qualità del prodotto ma bensì le differenti abilità e capacità di marketing. Per le cantine italiane è molto più difficile attingere a budget importanti atti a promuovere e pubblicizzare le proprie aziende e i propri prodotti rispetto ad altre zone francesi o delle Americhe, perdendo così importante brand awarness nel mercato.

9) Esistono altre realtà importanti al mondo a fini speculativi?

L’Italia non è l’unico stato che offre ritorni importanti in termini di investimento, paesi come Spagna, USA e Australia stanno consolidando ed espandendo la loro posizione nel mercato degli investimenti. Il futuro aprirà ancora di più le porte a Cile e Argentina e poi chissà? Anche la Cina quest’anno ha presentato per la prima volta una etichetta da investimento e quindi il futuro ci riservirà altre sorprese.

10) Ci suggerisca qualche etichetta…

Più che di etichette mi sentirei di suggerire delle zone specifiche anche in chiave di investimento. Oltre ai famosi e rinomati Super tuscan, un’altra area in notevole cambiamento negli ultimi anni è quella storica del Barolo DOCG. Questa denominazione sta diventando sempre più simile alla Borgogna con una costante ricerca di vini ottenuti da un singolo vigneto posto nella migliore esposizione e sul terreno maggiormente vocato.

In questo momento i vini sono ancora accessibili, ma in futuro il loro valore salirà con l’aumentare della qualità e della richiesta da parte del mercato. Da tenere d’occhio sono anche i grandi Amaroni della Valpolicella e i Brunelli toscani.

11) Infine, il suo vino preferito è?

Fortunatamente per me e per il “micro-mercato” che movimento con il mio consumo personale, non prediligo un vino in particolare, anzi la lista delle preferenze è assai lunga.

Negli anni mi sono sempre legato a vini che trasmettevano la passione e la genuinità con la quale erano stati prodotti e la storia del territorio da cui provenivano.

Solo vini così hanno saputo, nel tempo, regalarmi grandi emozioni.

Commenti

Commenti

You Might Also Like